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Olbia

«È stata una scoperta casuale fatta durante un’immersione»

«È stata una scoperta casuale fatta durante un’immersione»

La casualità ha svolto un ruolo importante nella scoperta del relitto romano con 2mila anni di ritardo, ma a essere determinante è stata soprattutto la passione per le immersioni di Gabriele Paparo...

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La casualità ha svolto un ruolo importante nella scoperta del relitto romano con 2mila anni di ritardo, ma a essere determinante è stata soprattutto la passione per le immersioni di Gabriele Paparo (foto), capo del nucleo Sdai della Marina della Maddalena. «È stato tutto fortuito – ha raccontato il militare –. Come spesso accade nei weekend sono andato a fare un’immersione nelle acque della Gallura. A buttarmi nel nulla come piace a me. E come al solito ho portato con me una telecamera per filmare la flora e la fauna». Invece, a un certo punto, si è trovato davanti l’antico relitto carico di cocci ed embrici. «Mi sono imbattuto nella nave, ma mica ho capito subito cosa avevo davanti. Me ne sono reso conto solo quando ho visto il carico, perché già una volta mi capitò una situazione simile a Terracina. Ho fatto foto e riprese e poi, una volta risalito, ho avvertito subito i sommozzatori della Polizia. E insieme a loro mi sono immerso di nuovo per documentare l’eccezionale scoperta». (al.pi.)

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