Nei fondali della Gallura decine di navi
OLBIA. Per ora nessuno potrà conoscere il punto esatto in cui si trova da duemila anni il mercantile di epoca romana, ma in futuro quel tratto di mare al largo di Santa Teresa potrebbe diventare meta...
OLBIA. Per ora nessuno potrà conoscere il punto esatto in cui si trova da duemila anni il mercantile di epoca romana, ma in futuro quel tratto di mare al largo di Santa Teresa potrebbe diventare meta di sub esperti. D’altronde, non sono pochi quelli appassionati di storia. Anche perché le acque della Gallura sono un cimitero di relitti navali e anche aerei. Nessuno ha la stessa età della nave romana scoperta nelle Bocche di Bonifacio, ma si tratta comunque di imbarcazioni di vecchia data. Decine di navi e barche affondate nel mare gallurese nel corso del Novecento. Un lungo elenco a cui mancano all’appello ancora alcune imbarcazioni. Ma negli ultimi anni quella lista è stata aggiornata grazie ai cacciatori di relitti, appassionati di subacquea che vanno alla ricerca di navi affondate decine di anni fa. Un anno fa Corrado Azzali, il direttore dell’Orso diving di Poltu Quatu, guidà una spedizione che riportò alla luce il posamine francese Cassini, affondato nel 1917, e ritrovato a 73 metri di profondità al largo dell’isola di Razzoli, ancora Bocche di Bonifacio. Tre anni fa, invece, Egidio Trainito, naturalista e collaboratore dell’Area marina protetta di Tavolara, riuscì a scovare al largo di Molara, 47 metri sotto il mare, la motonave “Mamma Elvira”, colata a picco nel 1950 facendo perdere le sue tracce. Tra gli altri siti che si possono visitare nel mare della Gallura anche il Felixtowe a Capoferro, il Languste Nautilus a Capo Figari, la navegreca Klearchos di fronte a Porto Taverna. In questo museo sottomarino c’è anche il Giant Messerschmitt 323, un aereo della Luftwaffe, abbattuto nel 1943 dagli inglesi nelle acque dell’isola di Caprera. (al.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google