Villetta confiscata a Capo d’Orso affidata alla Caritas
Era di un dirigente della sanità laziale condannato per truffa Suor Luigia : «Presto avremo altre case per i bisognosi»
PALAU. Quella villetta realizzata in un residence turistico di Capo d'Orso apparteneva a un ex dirigente della sanità pubblica laziale (Mario Celotto) condannato due volte dalla Corte di appello di Roma per truffa aggravata, peculato, falso ideologico e altri reati. Adesso è stata assegnata alla Caritas diocesana dal tribunale di Roma (sezione Misure di Prevenzione) affinché possa diventare la nuova casa di una famiglia bisognosa.
Ieri, dopo un sopralluogo nella zona di Capo d’Orso, nella sede del vescovo Sebastiano Sanguinetti a Olbia, c'è stata la firma per il passaggio di consegne tra l'amministratore giudiziario del tribunale romano, Bartolomucci, e suor Luigia Leoni, direttrice della Caritas gallurese.
La villetta era stata sequestrata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma insieme ad altri beni (per circa 3 milioni di euro complessivi) il cui possesso da parte della famiglia Celotto era risultato sproporzionato rispetto al reddito dichiarato.
Negli ultimi mesi, alla Caritas diocesana della Gallura, erano stati assegnati dal tribunale di Roma altri 7 appartamenti a Olbia: fanno parte del complesso Smeraldo, in via Damiano Chiesa (una traversa di viale Aldo Moro) e sono stati confiscati a una società riconducibile al boss Ernesto Diotallevi (implicato nell’inchiesta denominata Mafia capitale).
Il primo appartamento era stato consegnato a una famiglia alluvionata (padre, madre, un bambino e un altro in arrivo) lo scorso aprile. Di recente ne sono stati dati altri due, sempre a persone che avevano subìto gravissimi danni dal ciclone Cleopatra del 18 novembre 2013.
«Ma nel giro di poco tempo consegneremo anche il quarto appartamento - precisa suor Luigia Leoni, direttrice della Caritas - e via via gli altri che abbiamo ottenuto dal tribunale di Roma per le persone che hanno bisogno di una casa».
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