La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, casa distrutta dall’alluvione ma ultimo in graduatoria

di Alessandro Pirina
Olbia, casa distrutta dall’alluvione ma ultimo in graduatoria

Bufera in città sull’assegnazione dei fondi raccolti dalla Croce Rossa con gli sms: la denuncia di un cittadino danneggiato

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. I soldi del popolo degli sms hanno finalmente tagliato il traguardo. Dopo un anno e mezzo di attesa la Croce Rossa ha reso nota la graduatoria dei destinatari dei fondi raccolti nei giorni successivi al passaggio del ciclone Cleopatra. Tre milioni e 400mila euro da suddividere tra 598 aventi diritto. Ma con i soldi sono arrivate anche le polemiche. Sui ritardi, sui criteri, sulle presunte ingiustizie. La Croce Rossa aveva stabilito 11 tipi di importi per le persone che avevano subito danni ingenti alle loro abitazioni, con ordinanza di sgombero. Da un massimo di 9mila euro a un minimo di 1433. Una distribuzione equa per chi l'ha decisa, iniqua per chi, in qualche modo, l’ha subita. In particolare per chi si è ritrovato in fondo a quella graduatoria. All'ultimissimo posto, numero 598.

Alfideo Farina, ex dipendente di Meridiana, ora in mobilità, il 18 novembre 2013 aveva visto il ciclone spazzare via la sua casa, nella zona di Sant'Antonio. Un metro e 40 centimetri d'acqua e fango che aveva sommerso interamente la zona giorno, rendendo inagibile l’immobile: 30mila euro di danni. Eppure secondo i criteri della Croce Rossa la sua situazione merita solo il 598esimo posto. L’ultimo a disposizione. «Non ci volevo credere – racconta –. È stato il sindaco Gianni Giovannelli ad avvertirmi. Lui conosceva la mia situazione e ha voluto chiamarmi di persona».

Per Farina la gestione dei fondi raccolti con gli sms non è stata gestita in modo adeguato. «Dopo un anno e mezzo si erano create aspettative tra la gente e la tensione è montata a dismisura – afferma –. Io credo che chi ha donato avesse intenzione di aiutare tutti in egual misura. Invece, creando paletti discriminatori come decreto di sgombero o Isee o carico familiare, la Croce Rossa ha costretto il Comune a creare un’altra lista di cittadini senza decreto di sgombero che hanno beneficiato di un contributo cospicuo».

Farina tira fuori i numeri e fa esempi concreti. «Io e mia moglie, con sgombero dell'abitazione principale e Isee al di sotto dei 30mila euro, abbiamo avuto i primi 800 euro del Comune, più 2400 complessivi di contributo per ristoro e sistemazione in 6 mesi, mentre cittadini con Isee molto più alto senza sgombero, che hanno avuto “solo” la tavernetta devastata, hanno ottenuto dal Comune prima 800 euro e poi altri 9mila. In tanti hanno usato lo slogan "nessuno deve rimanere indietro", ma è ora di passare ai fatti concreti: tutti devono avere le stesse cifre stanziate e avute dagli anonimi donatori, senza differenza di reddito, carico familiare, decreti vari e cervellotici meccanismi. E mi auguro – conclude – si faccia chiarezza anche sui fantomatici risarcimenti che ci spetterebbero dallo Stato e dalla Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative