Nel rio tracce di catrame fresco, ma per l’Arpas è tutto in regola
La notte dell’alluvione il rio San Giovanni ha una forza devastante. Abbatte il muro di contenimento della cisterna di olio combustibile nella fabbrica di bitume, la Camp srl, nel comune di Olbia. La...
La notte dell’alluvione il rio San Giovanni ha una forza devastante. Abbatte il muro di contenimento della cisterna di olio combustibile nella fabbrica di bitume, la Camp srl, nel comune di Olbia. La solleva, strappa i tubi e la trascina via. L’acqua invade l’azienda, porta via fusti di gasolio, olio, emulsioni. Il proprietario dà l’allarme. I primi interventi arrivano solo dopo quattro giorni. Qualche giorno dopo fa tappa a Olbia l’allora ministro all’Ambiente, Andrea Orlando, che promette interventi e finanziamenti. Passa il tempo e da Roma non arriva un euro. I Comuni di Olbia e Arzachena stanziano le prime risorse, 380 mila euro, per consentire alla ditta Verde Vita di fare i primi interventi di bonifica. Recuperare cisterne, fusti e tamponare con dei panni olio e gasolio. Comincia il rimbalzo di competenze. Nessuno vuole prendersi in carico il San Giovanni. A marzo la Regione stanzia 350 mila euro, la Provincia 500. In quella occasione il commissario Giovanni Carta sottolinea: “Con questi lavori si eviterà che dalla fabbrica ci possano essere nuovi sversamenti o pericoli legati all'evaporazione delle sostante nocive. Resta aperta la partita della
bonifica definitiva del corso d'acqua. In questo caso servono altri investimenti, più cospicui».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google