Rio San Giovanni, la Provincia ammette: è stato bonificato solo in parte
OLBIA. Non nasconde il passo lento della burocrazia sul rio San Giovanni. La Provincia ripercorre gli interventi realizzati a 19 mesi dall'alluvione sul fiume che scorre tra i comuni di Olbia e...
OLBIA. Non nasconde il passo lento della burocrazia sul rio San Giovanni. La Provincia ripercorre gli interventi realizzati a 19 mesi dall'alluvione sul fiume che scorre tra i comuni di Olbia e Arzachena. Nella sua pancia finirono 12mila litri di gasolio e olio combustibile usciti dalla fabbrica di bitume Camp. L'amministratore straordinario dell'ente di via Nanni, Giovanni Carta, ammette che fino a oggi è stato realizzato solo il primo lotto dei lavori. Con 500mila euro la Provincia è intervenuta sostituendosi alla Camp, proprietaria dell'azienda di bitume e considerata responsabile della contaminazione delle acque. «Questo intervento – spiega Carta – ha riguardato la messa in sicurezza ambientale dei primi 500 metri dell'ansa fluviale a valle dell'impianto della Camp da cui ha avuto origine lo sversamento inquinante. I lavori sono in conclusione per quanto riguarda gli ultimi dettagli di pulizia e smaltimento. Allo stato attuale si è in attesa di riscontro da parte dell'Arpas dei risultati analitici finali sullo stato del suolo e dell'acqua del rio San Giovanni. Dati che ci consentirebbero di proseguire con il secondo lotto in programma e la definizione della caratterizzazione delle aree». Il secondo lotto, finanziato dalla Regione per 350mila euro nel marzo 2014, «riguarderà la rimozione dei residui delle tracce di olio eventualmente ancora presenti nel fiume». Il commissario Carta poi aggiunge. «I processi di bonifica ambientale richiedono un monitoraggio e una attenzione costante – afferma –. Questo in attesa che si rendano disponibili le ulteriori risorse finanziarie necessarie». Carta fa riferimento ai milioni di euro, tra i 2 e i 5, promessi dal Governo all'indomani dell'alluvione per risanare in modo definitivo le acque del fiume. Risorse su cui lo Stato è stato colpito da amnesia. Eppure basta percorrere alcuni chilometri del rio San Giovanni per capire che la salute dell’ambiente non può aspettare i tempi della burocrazia. In alcuni tratti il corso d'acqua è soffocato da una spessa patina oleosa. Nell’aria un odore acre. In alcuni punti basta grattare un po’ la superficie per vedere la terra cambiare colore e passare da marrone a nera. Risalendo il fiume si trovano poi alcuni punti in cui ci sono tracce fresche di bitume. Il nero liquido imbratta rocce, radici, terra. I sindaci di Arzachena e Olbia chiedono più attenzione per il loro fiume condiviso. Ma per il San Giovanni sembra ci sia solo un futuro di attesa. (se.lu.)
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