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Olbia

Storia di Emanuele, il lavoro in palestra contro la disabilità

di Andrea Nieddu
Storia di Emanuele, il lavoro in palestra contro la disabilità

LA MADDALENA. La storia di Emanuele, giovane di 25 anni, inizia quando era più piccolo e tenuto in scarsa considerazione in quanto diversamente abile. Ha frequentato la scuola, ha studiato, si...

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LA MADDALENA. La storia di Emanuele, giovane di 25 anni, inizia quando era più piccolo e tenuto in scarsa considerazione in quanto diversamente abile. Ha frequentato la scuola, ha studiato, si rendeva utile in tutti i campi grazie ai genitori, la famiglia Misiano Ledda che lo ha aiutato cercando sempre di insegnargli a essere autonomo . Per questo, lo scorso anno scolastico 2013/14, è stato creato un “progetto di famiglia” messo a punto dalla sorella Marta dal titolo “A scuola ci sono anche io e non sono un alunno”. L’obiettivo è offrire un’opportunità d’integrazione in ambiente lavorativo, favorire una migliore qualità della vita sociale all’interno della propria comunità di appartenenza e sensibilizzare gli alunni e il personale scolastico all’accettazione del diverso. «Per questa opportunità che ci è stata offerta – scrivono i genitori di Emanuele - vogliamo dire grazie alle istituzioni scolastiche della Maddalena». In particolare, il ringraziamento va a Barbara Garufi, docente dell’istituto nautico che ha dato la possibilità al ragazzo di “lavorare” come assistente sportivo in palestra durante le sue ore di lezione. In questo caso Emanuele ha dato il massimo tanto da essere considerato dagli alunni un vero conoscitore della materia. Lo hanno dimostrato alla fine dell’anno quando lo hanno abbracciato e ringraziato del contributo offerto. Emanuele è un tipo scherzoso, pronto alla battuta e soprattutto curioso che si adegua alla situazione in maniera semplice e sempre col sorriso sulle labbra. Emanuele ha ricevuto tanti elogi anche dai collaboratori scolastici della scuola media, Antonietta, Vanna e Bartolomeo, che hanno portato avanti il progetto con ottimi risultati. I genitori, inoltre, hanno voluto ringraziare tutto il corpo docente e gli alunni che hanno condiviso preziosi momenti, con l’augurio che questo inserimento possa suscitare nelle amministrazioni pubbliche l’idea di riproporre progetti simili, dedicati ai“ragazzi speciali” da inserire nel mondo del lavoro.

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