La Nuova Sardegna

Olbia

Spiagge sicure, viaggio nel furgone-spia

di Antonello Palmas
Spiagge sicure, viaggio nel furgone-spia

Insieme agli agenti dentro il mezzo tecnologico del comando: dai controlli sulle griffe taroccate al raid antiprostituzione

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OLBIA. C’è un grande fratello che veglia sul mondo delle vacanze galluresi. Non ha certo le fattezze dell'inquietante personaggio orwelliano ma quelle di un furgone bianco, anonimo quanto basta per agire senza dare nell'occhio. Una sorta di cavallo di Troia che consente agli uomini della polizia locale di pattugliare in maniera efficace i litorali. La Nuova ha viaggiato nella pancia del furgone-spia per capire come viene utilizzato il mezzo adottato dal comando diretto dal comandante Gianni Serra. Un mezzo sorprendentemente tecnologico, dotato di una telecamera ad alta risoluzione, che consente di operare in assoluta riservatezza, con agenti che sembrano normali turisti. Se fosse necessario un dispositivo all'interno del pulmino è in grado di registrare intercettazioni ambientali. E a disposizione c'è anche un orologio degno di 007, in grado di registrare un video con sonoro.

Non solo spiagge: il giro comincia con un'azione di supporto alla pattuglia impegnata a Murta Maria in un controllo della velocità utilizzando il temuto telelaser, quindi un passaggio nel quartiere di Olbiamare, roccaforte della prostituzione casalinga, dove ultimamente un gruppo di ragazze si offre sulla strada. Tutto a posto, questa volta, si può proseguire verso il servizio per il quale il furgone è più utilizzato in estate: il controllo dei litorali. La telecamera riprende la strada e il video viene visualizzato su un tablet: tra le sue potenziali applicazioni, un software che consente la lettura di una targa, con un controllo automatico con la banca dati della centrale.

A Pittulongu gli agenti accostano a bordo spiaggia e con la telecamera scansionano il mare di bagnanti. Cercano i venditori ambulanti di griffe taroccate. Allo Squalo l’obiettivo inquadra un senegalese con il suo carico di merce; gli agenti scendono e si fingono interessati a un paio di occhiali, poi hanno dei sospetti e lo invitano a mostrare i documenti. Tutto a posto, ma l'operazione non è passata inosservata: ci sono dei "pali" tra i ragazzi africani, uno di loro tira fuori un cellulare e avvisa evidentemente gli altri. Il lavoro non manca: nel parcheggio due persone si aggirano con fare sospetto tra le auto e alle domande appaiono imbarazzate. Ma si scopre che non sono i temuti topi d’auto, stanno solo distribuendo volantini.

L’obiettivo della giornata è altrove: è la spiaggia Ira a Porto Rotondo, si vocifera della vasta presenza di spacciatori di griffe false (vi sono state vendute borse Louis Vuitton taroccate a 700 euro e anche dei falsi Rolex). In effetti sono tantissimi, occorre il supporto dei motociclisti e due agenti del servizio "litorali sicuri". Il piano prevede proprio l'arrivo in spiaggia delle divise, che dovrebbe spingere gli ambulanti a spostarsi verso un viottolo, al termine del quale è parcheggiato il furgone-spia. La vista degli agenti scatena un fuggi-fuggi. Tanti giovani stranieri fuggono abbandonando sulla spiaggia o nella macchia la merce, che viene recuperata. Dall'altra parte del litorale è già arrivato l'allarme dei pali: gli agenti trovano anche qui borsette e occhiali abbandonati in fretta e furia. Alcuni l’hanno gettata dentro il recinto di un collega “ regolare” , che si vede perso quando gli agenti la scovano. È disperato, spiega che non ne sapeva nulla, teme di finire nei guai. Per fortuna il "grande fratello" con paletta e sirena non è un mostro, ma una garanzia di un'estate tranquilla. Per tutti, anche per lui.

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