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il caso

Olbia, dirigente comunale non paga gli onorari: maxi pignoramento

Il dirigente dei Lavori pubblici Gabriella Palermo
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Il dirigente dei Lavori pubblici Gabriella Palermo

Per Gabriella Palermo (Lavori pubblici) un conto salato. La battaglia giudiziaria vinta contro l’amministrazione

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OLBIA. C’è un vecchio proverbio che recita più o meno così: chi di pignoramento ferisce, di pignoramento perisce. Ne sa qualcosa Gabriella Palermo, ingegnere, dirigente tecnico del comune di Olbia, settore lavori pubblici, che si è vista recapitare una ingiunzione di pagamento e conseguente atto di pignoramento per diverse centinaia di migliaia di euro. È il conto (salato) per gli onorari degli avvocati maturati e non pagati durante la battaglia giudiziaria intrapresa dalla stessa Palermo nei confronti del comune di Olbia. Cioè il Comune che l’aveva licenziata e poi riassunta.

Lo stesso Comune condannato a pagare alla dirigente reintegrata a lavoro 850 mila euro a titolo di risarcimento del danno subito. E sempre il medesimo Comune sottoposto a pignoramento per una cifra appena superiore, circa 900 mila euro. Adesso la doccia fredda: i soldi guadagnati serviranno in buona parte a saldare i debiti con avvocati e procuratori. Così ha ingiunto lo studio legale Berlinguer, di Sassari, che ha avanzato l’azione di recupero crediti nei confronti della dirigente comunale. Si tratta di un pignoramento presso terzi, nella forma del prelievo di una quota dello stipendio.

Evidente che nei corridoi e negli uffici del palazzo comunale non si parla d’altro. Gabriella Palermo, infatti, è piuttosto nota, soprattutto per il lungo (almeno 13 anni) braccio di ferro con l’amministrazione comunale, soprattutto al tempo del sindaco Settimo Nizzi. Nel 2002 la dirigente venne licenziata per motivi disciplinari, ma nel 2011 era stata reintegrata reintegrata con sentenza del giudice del lavoro, confermata in appello nel 2013. Per pagare il risarcimento dei danni alla dirigente (900 mila euro) il consiglio comunale, tra le polemiche e con i soli voti della maggioranza, aveva approvato il debito fuori bilancio. Determinata più che mai, la Palermo non aveva voluto aspettare i tempi della burocrazia comunale ed era passata subito al pignoramento, appena qualche giorno dopo la seduta del consiglio comunale. Nella fretta ha però dimenticato di pagare gli onorari dovuti gli avvocati.(m.b.)

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