Gli albergatori: "I turisti in nero sfuggiranno ai controlli"
L'associazione regionale chiede lo stop a Giovannelli. La Confcommercio: "Sì a un contributo d'ingresso via nave e via aereo".
OLBIA. Contro la tassa di soggiorno a Olbia hanno preso posizione albergatori e commercianti. Tutti contrari all'introduzione studiata dal comune di Olbia. Perché, per esempio, non la pagherebbero i turisti "in nero", provocando ancora più danni all'economia legale.
"Ci risiamo. Ancora una volta un'amministrazione comunale, per fare cassa, impone ai turisti un balzello che rischia di vanificare gli sforzi per promuovere la destinazione Sardegna. In questo caso il comune di Olbia - attacca Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna -. Senza consultare le associazioni di categoria e le parti sociali e senza neppure coinvolgere l'assessore comunale al Turismo, il consiglio comunale si dovrà esprimere venerdì luglio per l'istituzione della tassa che non andrà offrire maggiori servizi o a promuovere il turismo, ma probabilmente andrà a ripianare un buco di bilancio, cioè a fare cassa. E questo è inaccettabile. La tassa non è stata discussa in commissione perché la minoranza ha fatto mancare il numero legale Ma è stata messa in ordine del giorno del Consiglio".
Manca poi continua: "Il balzello per il 2015 arriva a stagione estiva iniziata, con effetto retroattivo, quando la programmazione delle attività turistiche è già stata definita perchè avviene con oltre un anno di anticipo. La tassa di soggiorno viene pagata solo dal turista visibile, ovvero quello che soggiorna nelle strutture ufficiali, ma non dal turista invisibile, che consuma veramente il territorio e incentiva l’abusivismo. Federalberghi, che ha già sollecitato più volte la cancellazione di questo odioso balzello non starà a guardare e lancia la mobilitazione in tutta la Sardegna perché le amministrazioni comunali non possono scaricare sui turisti le inefficienze e gli sprechi degli enti locali, andando a vessare proprio coloro che hanno contribuito, in questi anni, a mantenere il Pil sardo".
Sulla tassa di Olbia prende posizione anche la Confcommercio regionale. "Abbiamo sollecitato da tempo l'intervento non solo della giunta regionale e dell'assessore al Turismo Morandi, ma anche molti componenti del consiglio regionale, anche di opposizione - spiega il presidente Agostino Cicalò -. La Regione deve farsi carico di coordinare queste attività e ove possibile di sottrarle ai comportamenti disordinati e talvolta miopi delle amministrazioni comunali che dovrebbero semmai preoccuparsi di rendere efficiente e di ridurre la spesa improduttiva. Siamo contrari a ogni forma di ulteriore tassazione ma ci siamo anche resi disponibili ad affrontare l'ipotesi del contributo di ingresso da applicare sui visitatori che raggiungono la Sardegna via mare e cielo. Ciò renderebbe molto più equo e distribuito il sacrificio, andando a incidere anche sui visitatori che frequentano la Sardegna utilizzando le strutture ricettive irregolari. Su questo argomento siamo pronti a fare una battaglia molto dura. Si è abbondantemente superato il limite".
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