La Nuova Sardegna

Olbia

Il Pm: «Rinviate a giudizio i due sindaci»

di Giampiero Cocco
Il Pm: «Rinviate a giudizio i due sindaci»

Per i sei indagati l’accusa è pesante: concorso in disastro e omicidio colposo. L’udienza è stata aggiornata all’8 luglio

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OLBIA. Il mancato allarme alle popolazioni, l’assenza di manutenzioni nei canali di scolmamento e la morte di dieci persone, tra cui due bimbi, travolte dalle inondazioni dovute al passaggio del ciclone Cleopatra hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio dei sindaci di Olbia e Arzachena e di quattro funzionari comunali e provinciali. L’udienza, che ieri è entrata nel vivo con le richieste della pubblica accusa e quella privata, è stata aggiornata all’otto luglio prossimo, quando la parola passerà ai difensori dei sei indagati, Nella stessa udienza il magistrato dovrà sciogliere la riserva sulla istanza di incompatibilità avanzata da nei suoi confronti da alcuni difensori per aver avuto modo di occuparsi, con un provvedimento di archiviazione, della vicenda processuale. Il fascicolo relativo alle archiviazioni di diversi ex indagati non è stato reperito negli archivi della Procura, da qui il differimento della decisione alla prossima udienza, tra una settimana esatta.

Il Pm Angelo Beccu, ieri mattina, dopo aver esposto al gup Vincenzo Cristiano la sua tesi accusatoria, ha chiuso la sua requisitoria sollecitando il rinvio a giudizio – per concorso in disastro colposo e omicidio colposo, dovuto alla mancata diffusione dell'allerta meteo e alla assenza di manutenzione dei canali – del sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, del collega di Arzachena Alberto Ragnedda e dei dirigenti comunali di Olbia Antonello Zanda e Gabriella Palermo e della ex Provincia di Olbia-Tempio Federico Ceruti Ferrarese, assieme al responsabile della Protezione civile del comune di Olbia, Giuseppe Budroni. A loro, stando alle carte dell’accusa, viene imputata la responsabilità colposa di non aver fatto quanto previsto dalle normative per evitare lutti e disastri in Gallura, dove il terrificante passaggio (annunciato) del ciclone Cleopatra, il 18 novembre del 2013, provocò la morte di dieci persone, tra le quali due bimbi in tenerissima età. Alla richieste avanzate dall’accusa si sono associati i patrocinanti di parte civile che rappresentano, in aula, i familiari delle vittime e di una cinquantina di persone che hanno subìto danni durante l’alluvione. L’avvocato Mario Perticarà ha depositato un documento nel quale, sette giorni prima dell’alluvione, il comando della polizia municipale di Olbia segnalò all’amministrazione comunale e agli uffici tecnici compententi lo stato di pericolosità della rete di scolmamento della acque che attraversano Olbia. L’avvio dei lavori di manutenzione dei canali, per la serie dal danno alla beffa, era prevista per il 20 novembre. Sulla istanza di incompatibilità del giudice le parti civili, tra le quali gli avvocati Elias Vacca e Alberto Sechi, si sono pronunciate negativamente non essendoci, a loro avviso, alcun impedimento giuridico affinchè il processo vada avanti con lo stesso magistrato che sta procedendo nei confronti dei 6 indagati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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