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la polemica

Tassa di soggiorno a Olbia, aria di crisi in Comune

Ninni Chessa, assessore al Bilancio del comune di Olbia, e il sindaco Gianni Giovannelli
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Ninni Chessa, assessore al Bilancio del comune di Olbia, e il sindaco Gianni Giovannelli

La mossa dell'assessore Chessa (Pd) agita la maggioranza: primi no in giunta e consiglio. Giallo su un buco nei conti di 3 milioni

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OLBIA. Sarà un consiglio comunale agitato quello programmato per il 2 luglio alle 12,30 e, in seconda convocazione, per il 3 luglio alle 16. Il motivo? L'introduzione - all'ultimo minuto, in commissione bilancio - della tassa di soggiorno da far pagare ai turisti che arriveranno a Olbia dal 10 luglio. Una decisione che ha preso l'assessore al Bilancio Ninni Chessa (Pd, dell'area legata al deputato Gian Piero Scanu) che non solo ha scatenato la reazione contraria della minoranza (Forza Italia)  e degli albergatori, ma anche della maggioranza che sostiene Chessa e il sindaco Gianni Giovannelli.

Crisi in giunta. L'assessore al Turismo Marco Vargiu (un passato in Alleanza nazionale e Fratelli d'Italia, ora senza collocazione nazionale) ha ammesso di essere all'oscuro di tutto. "L'introduzione della tassa di soggiorno è stata proposta in commissione bilancio senza che io ne sapessi nulla - spiega -. Considero un grave sgarbo il fatto che non sia stato avvisato il mio assessorato". Non è solo una questione di forma, lo è anche di sostanza: "Per mia convinzione e per coerenza io sono contrario alla sua introduzione, specie se viene intesa non come tassa di scopo per fornire servizi, ma come una nuova entrata che serva a tappare una falla nel bilancio".

Opposizione all'attacco. Parole durissime quelle dell'assessore Vargiu. Perché sostengono l'accusa lanciata dall'opposizione: la tassa di soggiorno servirebbe a coprire un buco nel bilancio di previsione del comune di Olbia. Un buco che Marco Piro, capogruppo consiliare di Forza Italia, ha quantificato in 3 milioni di euro. "E' un'ipotesi, il bilancio non  è stato infatti ancora approvato". E poi ha lanciato una campagna su Facebook con un post esplicito.

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Pd contrario. Ma i problemi per la variegata maggioranza che sostiene il sindaco Giovannelli - due gruppi consiliari del Pd, uno che fa riferimento al deputato Scanu, l'atro all'ex assessore regionale Nardino Degortes; molti civici di provenienza dal centrodestra - non sono solo in giunta, ma anche nel consiglio comunale chiamato a votare - più il 3 luglio che il 2 luglio, secondo alcune indiscrezioni - la tassa di soggiorno.

Il termometro sono sempre i social. Nella serata del 1 luglio è comparso un post di Gianni Ricciu (Pd, area Ricciu-Tino Demuro, come ci tiene a precisare lui, e non area Degortes).  Il messaggio del consigliere di maggioranza è chiaro: non voterò per la tassa di soggiorno.

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Esplicito anche il post di un altro consigliere della maggioranza: Giulietto Careddu (Pd, area Scanu): lui quella tassa non la vuole neanche sentir nominare. (g.pi.)

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