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Olbia

Golfo Aranci, dura polemica sul porto

Golfo Aranci, dura polemica sul porto

L’ex consigliere comunale Enrico Manzoni al sindaco Giuseppe Fasolino: «Scalo dimenticato, lasciamo l’Autorità portuale»

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GOLFO ARANCI. I fondali insufficienti che impediscono l’attracco delle navi di grosso tonnellaggio nel molo sud del porto di Golfo Aranci, proseguono a provocare polemiche accese nel paese, che vive in particolare dell’economia prodotta dallo scalo. Su questo tema l’ex consigliere comunale Enrico Manzoni ha protocollato una lettera aperta indirizzata al sindaco Giuseppe Fasolino. «Il prolungarsi della chiusura, da più mesi, del Molo sud alle navi di grosso tonnellaggio è l'ultimo "schiaffo" in ordine di tempo che Golfo Aranci riceve dall'Autorità Portuale di Olbia. Si tratta della banchina che è rimasta chiusa per circa due anni per far sì che si completassero i lavori di prolungamento della stessa struttura. Il fatto inspiegabile è che l'ente preposto non vi ha posto rimedio in tempi utili, in cui vi era il cantiere aperto, con imprese e mezzi idonei, che potevano risolvere quel genere di problema in qualche giorno e consegnare l'opera alla fine del 2014 fruibile anche in anche in quella "fondamentale" componente».

Manzoni prosegue parlando dell’altro problema fondamentale. «Ancora peggio – dice – è il fatto che non si riesce a capire "quando" e in che tempi verranno effettuati i lavori di ripristino dei fondali. Oggi oltre al disinteresse mostrato, la Port Autority, dopo mesi di attesa, ha finalmente… affidato i lavori di ripristino dei fondali del molo est, a una impresa che avrà il compito di riportare i fondali a -7,50 metri. Lascia perplessi la modalità con cui saranno svolti i lavori di escavo. Il pietrame, che ha innalzato le quote dovrà essere raccolto manualmente dai sub, pietra per pietra, depositato dentro un grosso cestello metallico posto sul fondale, poi sollevato con dei palloni ad aria compressa, rimorchiato qualche decina di metri più a largo e lì sparsi. Non è qualche metro cubo di materiale da rimuovere, ma si parla di un cumulo di pietrame, di piccole dimensioni, di circa 800 metri cubi! Sarà un' operazione "modernamente ecologica"? Oppure un'impresa "preistorica" dai tempi lunghissimi? Staremo a vedere».

Questa situazione determinerà il fatto che «alla fine – rileva Manzoni – anche in questa stagione estiva, come succede ormai da tantissime, Golfo Aranci non potrà avere i " due soli" ormeggi utili, quantomeno, operativi in eguale misura e alternativi l'uno con l'altro».

Da qui la richiesta di Manzoni: Golfo Aranci deve lasciare la Port Authority del nord Sardegna. «Golfo Aranci è dimenticata. Basta vedere di persona: i motivi sono tutti sparsi nell'intera area portuale. Gli edifici che ospitano la stazione marittima e tutti i manufatti adiacenti sono fatiscenti, ferraglie e ingombri sparsi in ogni dove e lasciati in bella vista per i passeggeri che vi transitano, residui di cantiere ovunque, illuminazione scarsissima, segnaletica pressoché inesistente, protezione delle banchine insufficienti, eccetera. Mai lavori effettuati con la dovuta urgenza ed efficacia così come succede per il porto di Olbia. Egregio Sindaco – conclude Manzoni – Golfo Aranci non è trattato come un porto di serie B, come da lo ha definito lei. Peggio. Basta, dunque, usciamo dall'Autorità Portuale. Con accordi mirati e programmati, tra il Comune, l' Autorità Marittima, le Compagnie di Navigazione e una società di servizi creata in loco, si potrebbe studiare la gestione e la pianificazione della struttura in maniera ottimale senza dipendere da nessuno».

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