Olbia, in tilt l’aria condizionata nel reparto di Medicina
In alcune camere dell'ospedale le temperature sono insopportabili. Protestano i pazienti
OLBIA. Terzo piano del Giovanni Paolo II, reparto di Medicina interna. Ventisei stanze di degenza, 52 posti letto, più alcuni bis (sei in questo momento) . Perché qui c’è sempre grande affollamento.In un’ala dell’unità operativa, l’aria condizionata funziona. In un’altra no. E si boccheggia. In alcune camere (inutile aprire le finestre anche quando non c’è il sole) c’è un caldo incredibile. L’impianto, che funziona a singhiozzo, non si riesce a sistemare. Sembra che i tecnici incaricati abbiano cercato più volte di risolvere il problema, ma non ci sarebbero riusciti. E questo disservizio, in piena estate, sta creando disagi enormi e continue lamentale.
A protestare pubblicamente, per primo, è stato Angelo Pasella, che si reca ogni giorno nel reparto di Medicina, alternandosi con altre persona della sua famiglia, per assistere un parente ricoverato da fine giugno. «Qui non si respira - dice Pasella - e il disagio, enorme, lo vivono tutti: i pazienti, le famiglie che arrivano in ospedale durante le visite, gli infermieri e i medici. Il personale fa veramente il possibile, ma non può certo fare i miracoli se l’impianto dell’aria condizionata va in tilt. L’altro giorno ci hanno persino consentito di portare dei ventilatori privati per cercare di stare meglio, ma così non può continuare. E’ mai possibile che si debba vivere questa situazione in un ospedale? I pazienti che soffrono di varie patologie e che sono qui per curarsi, non possono anche sopportare il caldo in questo modo: diventa un calvario. La cosa assurda è che in altre zone dell’ospedale, ci sono temperature ”glaciali” e quindi, lì, l’aria condizionata, funziona anche troppo. Che cosa dobbiamo fare perché il disservizio venga eliminato? Siamo disposti davvero a seguire qualunque strada».
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Ma Angelo Pasella non è l’unico a sollevare il caso. Altri pazienti hanno fatto sentire la loro voce, anche se la situazione non è comunque cambiata. «Sì, sappiamo che ci sono stati tentativi per risolvere il problema - racconta un anziano signore ricoverato che passeggia nel corridoio -, ma evidentemente il guasto è grosso. Ci sono alcuni condizionatori che non funzionano per nulla, altri che si accendono ma che non sono in grado di rinfrescare neppure una piccola stanza. Quando sei in ospedale, non vedi l’ora di guarire e andartene via. Ma se devi rimanere convivendo anche con temperature tropicali, allora la degenza diventa un incubo».
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