Tassa di soggiorno, caccia all’alternativa
Il sindaco e la maggioranza cercano con gli albergatori la “terza via”, una soluzione per evitarne l’applicazione
OLBIA. Tutti insieme alla ricerca di una terza via tra imposta di soggiorno e Tasi. Il voto sulla tassa sulle vacanze è atteso per mercoledì in Consiglio comunale, ma da domani la maggioranza proverà a lavorare a una soluzione alternativa insieme agli albergatori e, perlomeno questo è l’auspicio, alla minoranza. Una corsa contro il tempo in cui istituzioni e addetti ai lavori cercheranno di far quadrare il bilancio senza ricorrere all'adozione di nuovi tributi.
L’invito del sindaco. Dalle 9 di domani il sindaco Gianni Giovannelli terrà aperta la sala giunta a oltranza, fino a quando non verrà trovata una soluzione che eviti da un lato l'imposta di soggiorno, dall'altro la Tasi. Una missione quasi impossibile, una strada irta di ostacoli, che però il sindaco ha deciso di percorrere proprio per coinvolgere anche le altre parti in causa. «Ho messo a disposizione la sala giunta, l'assessore ha ugualmente dato la sua disponibilità per far conoscere a tutti il bilancio – spiega Giovannelli –. Vogliamo far vedere le carte, valutare insieme se è possibile fare tagli che in zona Cesarini consentano di ridurre quel milione e 600mila euro che ci manca per pareggiare i conti. Purtroppo ci troviamo in questa situazione per colpe non nostre, ma perché lo Stato ci ha tolto 15 milioni di euro. E questa scelta della riunione vuole anche essere un messaggio a Governo e Regione, perché ci aiutino a trovare una soluzione istituzionale».
Il primo faccia a faccia. La decisione di aprire la sala giunta per illustrare le carte del bilancio è stata presa ieri durante una prima riunione, a cui insieme al sindaco hanno partecipato l'assessore al Bilancio, Ninni Chessa, fautore dell'imposta di soggiorno per evitare l'applicazione della Tasi ai cittadini olbiesi, e il collega al Turismo, Marco Vargiu, strenuo oppositore della nuova imposta sugli alberghi. Presenti anche alcuni consiglieri di maggioranza (Gianni Ricciu, Antonio Piras e Massimo Putzu), il presidente regionale di Federalberghi Paolo Manca e i responsabili degli albergatori di Olbia, Fabio Fiori e Ramona Cherchi. Un lungo faccia a faccia in cui si è cercato di trovare un punto di incontro tra le varie componenti. «Ho spiegato a tutti che se riusciamo a far dimagrire quel milione e 600mila euro io posso anche non applicare l'imposta di soggiorno – aggiunge il sindaco –, ma quei soldi vanno trovati, e non con la demagogia, perché l’alternativa è il commissario prefettizio. Avevo invitato anche i consiglieri della minoranza, ma non si è presentato nessuno. Mi auguro possano esserci anche loro. Sarebbe importante».
Gli albergatori. La seduta a oltranza trova il plauso degli albergatori olbiesi. «Noi ci presenteremo con i nostri commercialisti per vedere se sussistono gli estremi per evitare non solo l'imposta di soggiorno, ma anche la Tasi – spiega Fiori –. Noi e Federalberghi restiamo contrarissimi alla tassa per quest'anno, mentre per il 2016 siamo disposti a parlarne».
Ricciu conferma il no. L’imposta ha molti avversari anche nella stessa maggioranza, in particolare nel Pd, dove Gianni Ricciu si è schierato fin dal subito per il no. E da allora non ha arretrato di un millimetro. Anzi. «Non dobbiamo tassare nessuno – tuona –. Dobbiamo aprire una vertenza a muso duro contro lo Stato e la Regione. Il contributo di solidarietà che lo stato ci preleva a favore dei comuni che non hanno i conti in ordine è un'ingiustizia. Dunque, o i deputati Nizzi e Scanu si attivano per avere un decreto che ci abboni quel milione e 600mila euro oppure andiamo in bancarotta e portiamo lo Stato davanti alle Corte Costituzionale. Ma basta con il tassare i cittadini e gli imprenditori».
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