La Nuova Sardegna

Olbia

Emergenza rifiuti sulla quattro corsie

di Alessandro Pirina
Emergenza rifiuti sulla quattro corsie

Fino a San Teodoro cunette e piazzole di sosta invase dall’immondizia. Il corpo forestale a caccia dei responsabili

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OLBIA. La 131 come la fiera dell'inciviltà. Sacchetti colmi di rifiuti, bustoni pieni di foglie e arbusti, ma anche materassi e vecchi biliardini abbandonati fanno da cornice alla Olbia-Nuoro. Il porta a porta decollato in città ha indirettamente trasformato la quattro corsie in una discarica a cielo aperto. Perché se è vero che da sempre la 131 è preda di maleducati e incivili, è altrettanto vero che nelle ultime settimane questo esercito si è ingrossato a dismisura. E così, in particolare nel tratto all’uscita di Olbia, si registrano decine di immondezzai non autorizzati. Uno scenario che si ripete vicino a San Teodoro, dove la raccolta differenziata è stata avviata tre mesi fa. Una questione poco edificante, soprattutto in un periodo in cui quella strada è ad altissima densità di turisti, a cui i comuni interessati stanno provando a dare una soluzione. A partire da Loiri Porto San Paolo, dove il sindaco Giuseppe Meloni, che è anche consigliere regionale, annuncia un’interrogazione urgente.

L’emergenza. «La situazione delle strade sarde è vergognosa – afferma Meloni –. Questo rappresenta un grave danno ambientale e un pessimo biglietto da visita. Ne ho parlato con il capo dipartimento Anas della Sardegna e mi ha assicurato che, con riferimento alla Olbia-San Teodoro, è stato fatto un appalto e tra qualche giorno dovrebbe iniziare la rimozione dei rifiuti. La situazione però è insostenibile. Pertanto, con il Comune di Olbia stiamo lavorando a una soluzione di emergenza, ma senza autorizzazione di Anas e Provincia non possiamo rimuovere nulla». «Noi abbiamo un’emergenza rifiuti anche all’interno del paese – aggiunge il sindaco di San Teodoro Domenico Mannironi –. Abbiamo potenziato il numero dei ritiri, ma anche i controlli dei vigili urbani. Io sono veramente sorpreso da questa inciviltà. Una sporcizia diffusa che è figlia di cattivi cittadini, perché le amministrazioni stanno facendo il possibile».

Il legame con il porta a porta. Da Olbia l’assessore all’Ambiente Giovanna Spano ammette che il legame tra l’avvio del porta a porta e la trasformazione della 131 in una immensa discarica. «Il fenomeno parzialmente deriva da quello. Fino a qualche mese fa cittadini dei comuni limitrofi che non avevano mai collaborato alla loro differenziata gettavano i rifiuti a Olbia. Oggi i cassonetti sono spariti e non ne hanno più la possibilità. Lo stesso fanno cittadini di Olbia che non vogliono collaborare o non hanno contratti regolari». Insieme a Meloni la Spano sta lavorando per risolvere l’emergenza, ma chiama l’Anas alle sue responsabilità. «La pulizia delle cunette, che tra l’altro non ha mai fatto, è di sua competenza. Non dei comuni, anche se di fronte a questa situazione siamo pronti a fare la nostra parte».

Il corpo forestale. Nell’attesa sulle discariche disseminate sulla 131 indaga il corpo forestale. «Con la partenza della differenziata la situazione è precipitata – spiega il comandante Sergio Sciola –. Ma noi dai rifiuti stiamo riuscendo a risalire ai trasgressori. Dal meccanico di Olbia al gestore di bar di San Teodoro. La situazione è davvero difficile, ormai dopo gli incendi le discariche sono il problema maggiore. Che va affrontato alla radice, magari con una conferenza di servizi con tutte le autorità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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