Olbia, appello al Comune per evitare la tassa di soggiorno
Gli albergatori ai consiglieri comunali: "Troviamo insieme un’alternativa". All'appello manca 1 milione e mezzo di euro
OLBIA. È una corsa contro il tempo quella per evitare l’adozione dell’imposta di soggiorno. Dal 6 luglio, e fino a mercoledì 8, quando il consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi, il sindaco Gianni Giovannelli terrà aperta la sala giunta per approfondire la questione e cercare soluzioni alternative che permettano di trovare il milione e 600mila euro che manca per pareggiare i conti, senza fare ricorso nè alla tassa di soggiorno nè alla Tasi.
Una riunione a oltranza a cui sono invitati a partecipare addetti ai lavori e istituzioni. A partire da tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, ovvero coloro che dovranno dire sì o no alla tassa di soggiorno. Ed è a loro, ai 40 inquilini di Poltu Quadu, che gli albergatori di Olbia, capitanati da Fabio Fiori e Ramona Cherchi, hanno inviato una lettera-appello.
"Sono anni di grandi cambiamenti e non sempre per il meglio – scrivono gli albergatori –. Anni che hanno trasformato tutto, incluso il metodo di gestione di un bilancio che purtroppo porta un comune virtuoso come Olbia ad avere necessità di reperire risorse all'ultimo momento. Una grande ingiustizia che dovremmo combattere tutti insieme. Serve una netta posizione nei confronti dello Stato che ci sta mettendo in ginocchio. Ma la soluzione non può essere quella di applicare una tassa. Se passasse l’imposta i nostri venditori ci considererebbero poco affidabili: nessuno mai potrebbe credere che un'amministrazione di una città turistica decida di mettere una tassa dall'oggi al domani in pieno luglio. Si sentirebbero truffati e presi in giro. Pertanto cari consiglieri, un'altra strada è possibile, impegniamoci tutti assieme a trovarla, nei prossimi giorni adoperiamo le migliori energie, studiamo la via migliore per uscirne. Dobbiamo farlo tutti assieme, nell'interesse reciproco: Olbia ha ancora un grande futuro davanti".
Ribadisce la sua contrarietà alla tassa di soggiorno anche l’assessore al Turismo, Marco Vargiu. "Non so cosa deciderà il Consiglio comunale – afferma –. Nella peggiore delle ipotesi auspico che l'imposta venga introdotta solo a partire dal 1 gennaio 2016". Per il titolare del Turismo la vera battaglia per reperire risorse per le casse comunali deve essere quella contro l’abusivismo. "È necessario un lavoro di repressione dell'abusivismo turistico – attacca –. Case, ville, camere locate in nero, o comunque senza alcuna comunicazione agli enti competenti. È un fenomeno che sfugge totalmente alla registrazione delle presenze e quindi sfuggirà all'imposta. Il mio assessorato è disposto a mettere forze in campo, però vorrei chiedere anche la collaborazione dell'ufficio tributi comunale, della polizia municipale e delle altre forze dell'ordine. Se si vuol stanare gli abusivi, è questo il momento. Lo si deve fare durante l'estate. Non a novembre, quando sono tutti scomparsi". (al.pi.)
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