Raid notturno all’asilo, edificio inagibile
I vandali hanno dato fuoco alla cucina e devastato l’arredamento. I bambini saranno ora ospitati in altre strutture
OLBIA. Nel lungo elenco di attentati che hanno scosso Olbia nell'ultimo decennio - incendiari e dinamitardi, contro imprenditori, politici, sindacalisti, dirigenti aziendali, o per storie di droga e tradimenti - quello contro un asilo nido mancava. E ovviamente - sulla scia delle parole dell'amministrazione, "siamo senza parole" - non se ne sentiva proprio la mancanza. Eppure anche questo è accaduto. Quando non si sa: forse venerdì, o sabato, o domenica, comunque sempre di notte. Fatto sta che l'obbiettivo degli attentatori - l'asilo nido comunale di via Gallura, che ospita 60 bimbi da appena nati a 3 anni di età - è da ieri inagibile. Il fuoco - e che si tratti di un attentato non ci sono dubbi: sono state trovate le esche - ha distrutto la cucina della struttura.
La scoperta l'hanno fatta ieri mattina i dipendenti della cooperativa Orsa di Bergamo, che ha vinto l'appalto per la gestione nel settembre del 2014: odore di bruciato, porte e finestre rotte, impossibile accogliere i bimbi. Un'amarissima sorpresa per educatori e genitori, quest'ultimi costretti a patire un forte disagio. E' scattato immediatamente un piano d'emergenza: i bimbi da oggi saranno ospitati negli altri due asilo nido comunali (uno a Tannaulle, l'altro in via Botticelli), sempre sotto la guida della coop Orsa. "Non sappiamo che cosa dire e pensare - spiega Rino Piccinnu, assessore comunale ai servizi sociali -. Brancoliamo nel buio, siamo senza parole. Sappiamo che è stato un attentato. E questo ci allarma ancora di più: che senso ha prendere di mira un asilo nido?". Quanto durerà l'emergenza non è possibile dirlo.
«L'asilo di via Gallura è posto sotto sequestro - aggiunge ancora l’assessore Piccinnu -. Non sappiamo a quanto ammontino i danni perché, al momento, non possiamo entrare nella struttura. Fortunatamente gli altri due asilo sono grandi e possono ospitare i 60 bimbi che da oggi andranno lì".
Saranno i carabinieri di Olbia a cercare di dare un volto agli attentatori. Ieri i militari, insieme alla polizia locale e ai vigili del fuoco, hanno ispezionato la struttura. Hanno trovato degli stracci imbevuto di benzina, quelli usati per dare fuoco alla cucina. Hanno visto che sono state divelte una porta e una finestra, punti dai quali - dopo aver disattivato l'impianto di allarme - sono entrati gli attentatori. I quali - in base agli elementi raccolti dai carabinieri - sapevano bene quello che stavano facendo, e sapevano quello che volevano. Perché non erano interessati ad altro: da un rapido censimento dalla struttura non mancherebbe nulla. Non un furto mancato, ma un attentato.
"Un atto vandalico inutile, senza senso, inqualificabile" lo definisce sempre l'assessore Piccinnu. La struttura non ha l'impianto di videosorveglianza, e i carabinieri si stanno concentrando sulle telecamere della zona intorno a via Mameli per trovare qualche traccia utile. Nessuno dei vicini si è accorto di niente. Per questo c'è incertezza sul giorno in cui è stato compiuto l'attentato. Il fuoco, per fortuna, si è spento da solo, evitando danni e guai peggiori a tutti. (g.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
