Dipendenti della Zir, l’attacco della Cgil: «Traditi dai politici»
Durissimo il segretario provinciale della Funzione pubblica «Abbandonati da tutti, senza stipendio e senza un futuro»
TEMPIO. Prosegue lenta, inesorabile e inascoltata l’agonia dei dipendenti del consorzio della Zir tempiese. A denunciarlo con l’ennesimo accorato e preoccupato comunicato è Luisella Maccioni, segretaria territoriale Funzione pubblica della Cgil. «Siamo ancora qui - scrive - a denunciare lo stato di abbandono dei lavoratori della Zir da parte di tutte le istituzioni locali e regionali. Al loro capezzale sono giunti quasi tutti i candidati alle diverse competizioni. Ognuno con le proprie promesse. Passato però il momento e l’euforia elettorale, l’argomento, per vincitori e vinti, è ritornato, per così dire, nella “normalità”. Dimenticato sino al prossimo evento, preziosa occasione per il politico di turno di farsi rivedere. La “normalità” di cui si parla significa che ancora oggi, dopo sette anni di coma, chi avrebbe dovuto decidere, impassibilmente, non ha deciso e ha lasciato i lavoratori “parcheggiati” in un limbo e in una forzata inattività che denota anche come chi è alla guida della Res Pubblica - in Sardegna come nella Penisola - concepisca il significato di “lavoro pubblico” o di “pubblico dipendente”».
«La vicenda dei lavoratori della Zir di Tempio (più degna forse di un’aula di Tribunale che di un pubblico e libero Consesso di amministratori comunali o regionali) - continua la Maccioni - è nota a tutti. Raccontata in questi anni dagli stessi dipendenti e dai loro inascoltati sindacati, le cui proteste non sono riuscite a portare fuori l’argomento dal perverso giro della burocrazia nella quale le diverse amministrazioni regionali alternatisi sinora hanno precipitato la Zir, e non solo quella di Tempio ma dell’intera Sardegna. I cui dipendenti, spesso anche senza stipendio per lungo tempo, vagano come anime perse di dantesca memoria, attendendo che le matasse burocratiche vengano dipanate e che i nodi vengano sciolti o spezzati. Innumerevoli gli incontri fasulli sull’argomento, i consigli comunali prolissi e inutili, le promesse bugiarde. Fino ad oggi per la collocazione di questi lavoratori nessuno ha mosso un dito. Da vergognarsi».
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