Il sogno della Gallura line si fa sempre più concreto
Santa Teresa, con Gianni Usai c’è l’imprenditore arzachenese Francesco Pulcini Perla linea con la Corsica si cerca di accelerare e battere il monopolio di Onorato
SANTA TERESA. Francesco Pulcini, noto imprenditore della Costa Smeralda, affianca il teresino Gianni Usai nella guida della “Gallura line”. Una nuova compagnia di navigazione isolana pronta a scendere in campo per collegare la Sardegna e la Corsica, qualora la paventata privatizzazione della Saremar decretasse l'epilogo della flotta regionale. L'imprenditore romano gestisce un resort a Poltu Quatu, ha un legame particolare con la Sardegna, è per metà gallurese (la madre è di Arzachena) e per metà romano.
«L'impegno finanziario non è ingente, è qualcosa di fattibile – dichiara Pulcini –. Se ben gestito può produrre numeri interessanti e offrire nuove opportunità di lavoro. Non nascondo che sarebbe un grande sacrificio portare avanti il progetto, ma se ci metteranno in condizione di farlo uniremo le forze, per trasformare il nostro sogno in realtà. Questa e altre idee possono rilanciare l'economia dell'isola, soprattutto quella dei comuni costieri. Basta crederci, volerlo e lavorare in sinergia fra imprenditori».
Accelerano il passo gli imprenditori intenzionati a dar vita alla “Gallura line”, soprattutto ora che l'armatore Vincenzo Onorato, già patron della Moby, con la recente scalata alla Tirrenia-Cin controlla il 95 per cento del mercato marittimo. «Non basta il ricorso all'Antitrust della Regione, non lasceremo che il Poseidone partenopeo dei collegamenti marittimi si accaparri anche la Saremar – dichiara l'imprenditore teresino Gianni Usai –. La società regionale viaggia sulla rotta della liquidazione, a fine anno rischia di essere smantellata e ceduta a terzi. Qualora prendesse forma l'ipotesi della privatizzazione i traghetti diventerebbero patrimonio dell'eventuale compagnia acquirente». “Giù le mani dalla Saremar e dalle rotte di collegamento da e per le isole minori”, è lo slogan della cordata, che si unisce al coro di proteste del mondo politico e sindacale. Usai: «Se Onorato dovesse ampliare la sua flotta con i mezzi della Saremar potrebbe tranquillamente concorrere alla gara per l'aggiudicazione dei collegamenti con le isole minori. E allora sì che il monopolio raggiungerebbe il 100 per cento del mercato».
Le richieste di adesione lasciano intendere che in tempi brevi il sogno degli imprenditori potrebbe trasformarsi in realtà. L'idea è quella di acquistare l'Ichnusa, lo storico traghetto della Saremar rimesso da pochi mesi a lucido nei cantieri Palumbo di Napoli. Da 30 anni sfida le impetuose acque delle Bocche di Bonifacio, garantendo alla compagnia, solo nel periodo estivo, circa 4 milioni 600 mila euro. «I dati 2014 erano già positivi ma nel 2015 sono ancora più confortanti – dice Usai –. Se necessario siamo pronti a scendere in campo e a sfidare armatori più grandi di noi, che lo fanno per mestiere. Dovremmo improvvisarci, animati dall'obiettivo di salvaguardare anche tutti i 167 posti di lavoro Saremar e a crearne nuovi».
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