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Puc di Loiri, scontro tra Regione e sindaco

Puc di Loiri, scontro tra Regione e sindaco

L’assessore Erriu: «Comune in ritardo con l’adeguamento al Ppr». Meloni ribatte: «È colpa di Cagliari»

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LOIRI. Botta e risposta dentro il Pd che governa la Regione sui Puc . L’assessore regionale agli Enti locali, Cristiano Erriu (Pd), ha diffidato sette Comuni (tra questi, San Teodoro e Loiri Porto San Paolo) per non aver adeguato il Puc al piano paesaggio regionale (Ppr). Pronta la replica del sindaco di Loiri, e consigliere regionale del Pd, Giuseppe Meloni: «Colpa della Regione».

Erriu ha firmato sette decreti in base alle legge regionale 8 del 2015 (Piano casa). «I Comuni interessati sono quelli il cui territorio ricade interamente negli ambiti di paesaggio costieri - è scritto in una nota dell’assessore -. In caso di mancato completamento dell'iter di approvazione del Puc adottato in adeguamento al Ppr, l'assessore regionale al consiglio comunale un termine di tempo non superiore a 60 giorni per provvedere. Decorso inutilmente tale termine, ove il mancato completamento non sia imputabile a ritardi o inadempimenti di altre amministrazioni, il presidente della Regione, previa deliberazione della giunta regionale, nomina uno o più commissari che provvedono in via sostitutiva. I Puc dei sette Comuni citati sono stati trasmessi per lo più non completi degli elaborati richiesti. Ora la Regione chiede di ottemperare alla richiesta di integrazione documentale entro 60 giorni».

Meloni non ci sta. «Se questa non fosse una materia seria, verrebbe da sorridere o comunque ironizzare nel constatare che vengono "sbattuti in prima pagina" come inadempienti proprio quei comuni virtuosi che, anziché restare immobili, hanno deciso di avviare con atti concreti le procedure volte all'adeguamento dei loro Puc al Ppr - scrive il sindaco di Loiri -. Quella che prevede l'invio della diffida ai comuni, è una procedura d'ufficio che si attiva in base alla nuova legge 8 el 2015. Ed è prevista per i caso in cui trascorrano più di 12 mesi tra la prima e la seconda adozione dei Puc. Io, anche nella sua qualità di componente della commissione urbanistica regionale, sono stato tra quei consiglieri che hanno voluto con convinzione questa procedura, con lo scopo di accelerare le pratiche "dormienti". Tutto a vantaggio dei Comuni, i quali mediante osservazioni puntuali potranno dimostrare in taluni casi, per esempio, che la mancata adozione definitiva sia dovuta a cause a loro non imputabili e magari, come spesso accade, riconducibili alla negligenza di vari uffici regionali».

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