Hotel pronti al sacrificio per la tassa di soggiorno
Gli albergatori: «Non possiamo essere contenti, ma faremo la nostra parte» E annunciano una vigilanza costante sul modo in cui i soldi saranno reinvestiti
OLBIA. Accontenta tutti e allo stesso tempo scontenta tutti. L’imposta di soggiorno non è proprio un successo. Alcuni componenti della maggioranza la mandano giù come un veleno. Le opposizioni restano sul piede di guerra. E gli imprenditori dell’accoglienza ammorbidiscono proprio felici non sono. L’analisi degli albergatori è molto chiara. «Alla domanda se siamo contrari alla tassa di soggiorno rispondiamo che il Consiglio non era contento, la maggioranza non era contenta, la minoranza non era contenta. Figuriamoci se possiamo esserlo noi – commentano Fabio Fiori e Ramona Cherchi, rappresentanti degli albergatori di Olbia –. Prendiamo atto che lo Stato e la Regione tagliano fondi e aumentano i prelievi a un comune virtuoso come Olbia. Pertanto, chiedendo nuovi sacrifici ai cittadini, anche gli albergatori devono fare la loro parte. Davanti all’applicazione immediata, senza se e senza ma dell’imposta di soggiorno, abbiamo ottenuto di rimandarla al primo gennaio 2016. La soluzione finale è che la tassa venga applicata a tutti i territori e non in maniera disordinata, a macchia di leopardo». Gli albergatori chiedono poi che i soldi del balzello sulle vacanze vengano utilizzati realmente per migliorare i servizi ai vacanzieri. «I proventi dovranno essere tassativamente reinvestiti nel turismo – concludono –. Da parte nostra ci sarà un monitoraggio delle spese attento e puntuale».
Sarà la giunta, in un secondo momento, a quantificare l’imposta per ogni giorno di permanenza in città. Si parla di un contributo di 2 euro, 2,50. Verrà riscossa non solo negli hotel, ma anche negli agriturismo, nei residence, nelle aree di sosta dei caravan. L’importo sarà dovuto al 100 per cento nei periodi di alta stagione, il 50 per cento in quelli di bassa. Previste delle categorie tax free, studenti universitari sotto i 25 anni e adulti sopra i 65.
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