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Olbia

Inaugurato il primo monastero benedettino

Inaugurato il primo monastero benedettino

Si trova a Porto Istana il convento guidato da padre Terrazzoni e voluto dal vescovo Sanguinetti

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OLBIA. Una semplicità dalla forza spirituale travolgente, come un abbraccio che sa consolare e allo stesso tempo dare coraggio. Il monastero benedettino «Mater Dei» apre le porte alla comunità. Arrampicato sulla collina di Porto Istana è un piccolo eden della spiritualità, lontano dal disordine del quotidiano, dalla vita da spiaggia a poche centinaia di metri, dal mondo che corre a mille.

Il vescovo Sebastiano Sanguinetti ha affidato al maddalenino padre Massimo Maria Terrazzoni e a don Antonio Soddu, arrivato dalla provincia di Novara, la missione di piantare il seme dei benedettini nella diocesi di Tempio-Ampurias. Nella struttura che un tempo ospitava la comunità Arcobaleno i due monaci portano avanti una vita contemplativa e di lavoro, secondo la regola di San Benedetto. «Questo luogo-segno della spiritualità non vuole essere chiuso in se stesso, ma aperto al territorio e all’intera comunità – ha detto il vescovo Sebastiano Sanguinetti che ha sostenuto con determinazione la nascita del monastero e ha voluto dare la prima benedizione alla cappella dedicata alla Madre di Dio –. Gettiamo oggi un seme importante, per me un sogno che si avvera. Sarà poi Dio a decidere se questo piccolo seme è destinato a crescere».

Una messa semplice quella presieduta dal vescovo ma dalla forte intensità spirituale, celebrata all’aperto, tra i profumi intensi della macchia mediterranea. Con lui sull’altare padre Massimo, molti sacerdoti della diocesi di Tempio e Louis Francisco Ladaria, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, una vita tra Roma e la Spagna, ieri per la prima volta in Sardegna. In prima fila i sindaci di Olbia, Gianni Giovannelli e di La Maddalena, Luca Montella, un segno importante, di vicinanza delle istituzioni. «Non dobbiamo mai dimenticare che Dio viene sempre prima di tutto – ha più volte ricordato il vescovo Sanguinetti nella sua omelia –. Spero che in tanti vorranno visitare questo luogo di pace e di spiritualità, in cui poter ritrovare sè stessi e guardarsi dentro». (se.lu.)

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