Settembre 2009: l’ultima estate nera per i mitilicoltori
L’ultima strage di cozze a causa dell’alta temperatura dell’acqua di mare nel golfo di Olbia risale al settembre 2009. In quel caso la stagione era quasi giunta al termine, ma il danno subito dai...
L’ultima strage di cozze a causa dell’alta temperatura dell’acqua di mare nel golfo di Olbia risale al settembre 2009. In quel caso la stagione era quasi giunta al termine, ma il danno subito dai mitilicoltori era stato pesante al punto da legittimare una richiesta di indennizzi. Anche allora l'allarme era arrivato dal Consorzio dei produttori che aveva chiesto aiuto al Comune e anche alla Regione. Oggi stesso mare e stessa scena: il mare ribolle a 28 gradi, le cozze si aprono cotte dallo scirocco, senza più ossigeno. Gli allevatori non possono fare nulla. Nelle pescherie e nelle tavole dei ristoranti si consumano le scorte, ma tra poco l’oro nero del golfo potrebbe diventare introvabile. Oggi come allora impossibile, almeno per il momento, quantificare il danno. Certo è che le aziende che dal mare tirano fuori le cozze e con esse il pane per vivere sono a rischio. In più, rispetto al 2009, c’è ora l’aggravante della piena stagione. «Per gli operatori è un colpo durissimo – conferma Mauro Monaco, presidente del Consorzio – proprio in questa fase di grande eszpansione e di rilancio del comparto dopo anni difficili, una vicenda del genere rischia di rallentare la capacità di sviluppo e minare gli investimenti che le aziende si apprestavano a fare per ampliare la produzione. Un danno enorme. Per questo ora servono azioni rapide, sia dal punto di vista amministrativo che giudiziario, per evitare danni ancora peggiori».
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