Emirates assume ma a Olbia si presentano solo in 25
Assistenti di volo, la selezione della compagnia aerea di Dubai fa flop. Meridiana aveva informato via mail tutti i suoi dipendenti
OLBIA. Emirates cerca assistenti di volo in città. Un’occasione unica in un momento in cui la disoccupazione non sembra conoscere crisi. Per di più in una terra in cui c’è una compagnia aerea che punta a sfoltire il personale per non scomparire. A Olbia, e in Sardegna in generale, dunque ci sono tutte le premesse perché la campagna di reclutamento di Emirates possa trovare terreno fertile. Invece, nulla di tutto ciò.
L’open day della compagnia di Dubai si rivela un mezzo flop. Appena 25 persone, o poco più, si sono presentate ieri mattina al DoubleTree by Hilton per la selezione. Numeri miseri rispetto a quelli che di solito si registrano ai casting per hostess e steward. Più o meno un quarto delle presenze di due anni fa, quando Emirates passò per la prima volta da Olbia. Eppure l’informazione sulla selezione non è mancata. Stampa, internet. Addirittura Meridiana ha dato notizia del casting a tutti i suoi dipendenti con una mail. Un invito a guardarsi attorno, quello della compagnia del principe Aga Khan, che però non ha avuto effetto.
Solo una Meridiana. Tra i candidati al colloquio con Emirates c’è una sola assistente di volo Meridiana, Anna Maria Tamponi, di Calangianus, in cassa integrazione. «Voglio mettermi in gioco – racconta –. La mia prima intervista risale al 1992, avevo 21 anni. Fu facilissimo e venni assunta da Meridiana. Ora, a 47 anni, tutto diventa più difficile, ma ho voluto provarci lo stesso. Ho una laurea in economia, parlo l’inglese in modo fluente: vediamo se va».ù
Le aspiranti hostess. I (pochi) pretendenti al posto di lavoro con Emirates, sono tutti in fila, con curriculum in mano, ansiosi di sottoporsi all’esame della selezionatrice australiana. Le donne sono quasi tutte in tailleur, chignon e rossetto rosso, gli uomini alcuni in giacca senza cravatta, altri con look eccessivamente casual. Caterina Paddeu arriva da Orgosolo. «Io mi sono diplomata quest’anno, è la mia prima selezione – racconta –. Credo di avere i requisiti. Se non va pazienza, vorrà dire che andrò a Londra ad approfondire la conoscenza dell’inglese». Sabina Floris, invece, viene dalla Caletta. «Una volta provai già con Meridiana e superai i test attitudinali. Ora ritento con Emirates, è più difficile, ma al massimo riceverò un no». «Mi piace viaggiare e cerco un lavoro – aggiunge Pietro Corona, di Calangianus –. Mi sembra un’occasione unica».
I requisiti. Da Quartu provengono Carolina Carta e Viola Bellisai. Fiduciose perché si rispecchiano nei requisiti - ovvero persone di mentalità aperta, spigliate con laurea in lingue in tasca - ma timorose che di non sapere rispondere alle domande della selezionatrice.
La candidata coreana. Più apprensiva di loro è una ragazza coreana. Non rilascia dichiarazioni, tiene talmente a quel posto di lavoro che per sottoporsi alla selezione è arrivata addirittura dall’Asia. Un volo di 13 ore - e un soggiorno in Gallura di appena 48 - per realizzare un sogno che dall’altra parte del mondo non è riuscita a concretizzare. A tarda mattinata il già striminzito gruppo viene dimezzato, nel pomeriggio i sopravvissuti - in gran parte uomini - vengono sottoposti a un’ulteriore selezione, ma l’assunzione con la compagnia di Dubai è ancora un miraggio.
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