Il no alle scorie in aeroporto, volantini ai passeggeri in arrivo
OLBIA. La battaglia contro le scorie nucleari è poliglotta. Parla ben cinque lingue e adesso si rivolge anche a loro, a quei turisti che sbarcano in Sardegna per qualche giorno da passare sotto il...
OLBIA. La battaglia contro le scorie nucleari è poliglotta. Parla ben cinque lingue e adesso si rivolge anche a loro, a quei turisti che sbarcano in Sardegna per qualche giorno da passare sotto il sole bollente di metà luglio. Il motivo lo spiega bene Bustianu Cumpostu: «Questa nostra isola è un paradiso che potrebbe trasformarsi in un inferno. A difenderla ci pensiamo innanzitutto noi sardi, ma vorremmo che ci pensassero anche tutti coloro che amano la Sardegna. Come per esempio i turisti». Ieri mattina il Comitato NoNucle-NoScorie si è così appostato davanti alle porte scorrevoli dell’aeroporto. I militanti, tutti con indosso una maglietta gialla, hanno distribuito una montagna di volantini scritti in italiano, sardo, inglese, francese e tedesco. «La Sardegna è un bene che non appartiene soltanto ai sardi - continua Cumpostu, uno dei leader del comitato -. Tutti devono sapere che questa isola potrebbe ospitare il deposito unico delle scorie nucleari. Per questo informiamo i turisti e anche quei sardi che tornano qui dopo tanto tempo».
La risposta è stata buona. Tante le persone che hanno trovato qualche minuto per informarsi e indignarsi. Ancora non si sa, comunque, se la Sardegna diventerà davvero il luogo scelto dal governo per lo smaltimento delle scorie radioattive italiane e non. Ma gli indizi sono troppi, inquietanti, e sembra chiaro che l’isola sia tra le regioni italiane a essere prese in maggiore considerazione. «Oggi ancora non si sa nulla, ma l’ultima cosa che faremo è quella di abbassare la guardia - dice convinta Lidia Fancello -. Comunque i tempi saranno brevi, noi siamo molto preoccupati e per questo continueremo a manifestare contro questa scellerata ipotesi. Questo silenzio è strano, pensiamo che sia una tattica per attendere il momento migliore». Secondo Bustianu Cumpostu le scorie potrebbero finire a Quirra o nella Nurra: «Tra l’altro sono zone carsiche e quindi non idonee. Per questo organizzeremo presto un campeggio di protesta a Quirra». La giornata di ieri, oltre l’aeroporto olbiese, ha coinvolto anche gli scali di Elmas e Alghero. Domenica 26 luglio, invece, il Comitato NoNucle-NoScorie piazzerà i suoi banchetti nei tre porti dell’isola. E cioè quelli di Olbia, Cagliari e Porto Torres. «Ringraziamo la questura di Sassari, il commissariato di Olbia e la Geasar per la sensibilità dimostrata» conclude Lidia Fancello. (d.b.)
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