Mini pale eoliche, no all’invasione
Gli amministratori chiamano in causa l’Unione dei Comuni: «Vanno adottate norme restrittive, si solleciti la Regione»
TEMPIO. Il proliferare del cosìddetto mini eolico nell’agro gallurese, concepito per servire aziende agricole le cui pale di installazione,(della potenza massima di 60 kw), non necessitano di valutazione di impatto ambientale, né di licenze regionali o comunali, sta destando in Gallura, soprattutto a livello politico, preoccupazione.
L’argomento è stato dibattuto nei giorni scorsi dal Comitato civico Essere Cittadini su sollecitazione di alcuni abitanti di Luogosanto che temono che dietro questa operazione possa nascondersi in realtà la realizzazione di veri e propri parchi eolici sfuggendo a ogni regola e a ogni controllo di tipo ambientale e paesaggistico da parte dei Comuni, con i danni permanenti che ne possono conseguire.
Cosa, questa, resa possibile da un iter autorizzativo estremamente condiscendente e incoraggiato anche da poderosi incentivi statali concessi sia nella fase di investimento che nella fase di gestione degli impianti. All’incontro con la delegazione di Luogosanto erano presenti per il comune di Tempio, il vice sindaco Anna Paola Aisoni e l’assessore Francesco Quargnenti. Da parte dei due amministratori, che hanno preso atto delle difficoltà oggettive di intervento per i singoli comuni, a fronte di leggi molto permissive e di procedure autorizzative estremamente semplificate, la notizia di avere già ha allertato l’Unione dei Comuni perché si adottino comportamenti univoci e perché la stessa Unione intervenga con forza presso la Regione affinché le norme restrittive che la stessa si è riservata di adottare, entro la fine di agosto 2015 sull’argomento, siano davvero tali e che tengano conto delle esigenze del territorio. «In questa battaglia - è stato detto - Tempio intende svolgere il ruolo di capofila che le è congeniale».
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