Sul Mater Olbia l’incubo di un nuovo G8
Convocato il consiglio comunale, l’ira di Scanu: vogliono ostacolare l’ospedale. Oggi Rispo in città
OLBIA. La paura di un nuovo G8 spinge i capigruppo ad appoggiare la richiesta di Vanni Sanna di convocare un consiglio comunale urgente per affrontare la questione Mater Olbia. Una decisione che frantuma la maggioranza, relegando in una posizione isolata il Pd che fa capo al deputato Gian Piero Scanu, che in giunta conta ben tre assessori. Nel documento che fa seguito alla riunione dei capigruppo ci sono infatti le firme di tutti. Dal Pd area Careddu-Degortes a Forza Italia, passando per Sel, Upc, Centro democratico, Civica per Olbia, Udc e Unidos-sardisti, oltre ovviamente al presidente Vanni Sanna. «Siamo molto preoccupati per le voci allarmanti sulla procedura di affidamento dei lavori di completamento del Mater Olbia – scrivono presidente e capigruppo –. Il consiglio comunale si deve adoperare affinchè la fase realizzativa interessi, a parità di condizioni, il tessuto imprenditoriale locale. Ci preoccupa il fatto che si stia delineando un percorso assai simile ad altre esperienze. Vedi il G8 della Maddalena». Di qui la decisione di convocare un consiglio ad hoc per domani alle 17. All’indomani della visita del manager della Qatar Foundation, Lucio Rispo, atteso oggi a Olbia.
La decisione manda su tutte le furie l’altro Pd, quello targato Scanu, che accusa il resto del consiglio di voler ostacolare il Mater Olbia. «Ci dissociamo in maniera forte e decisa – scrive il capogruppo Giorgio Spano a nome dell’intero gruppo, tra cui lo stesso Scanu, degli assessori Piccinnu, Russu e Chessa e della segretaria Angela Corda –. Riteniamo molto gravi i riferimenti alla "cricca" del G8 della Maddalena. Ma il nostro gruppo non si sottrarrà al dibattito consiliare: auspichiamo il massimo coinvolgimento delle risorse imprenditoriali locali ma mantenendo la politica lontana da ingerenze che riguardino l'affidamento dei lavori. Invitiamo il sindaco a sovrintendere alle fasi di attuazione del progetto di investimento. Se vi sono ombre e sospetti sulla trasparenza è bene che vengano denunciate alle autorità competenti». Sul fronte opposto, invece, il leader di Unidos, Mauro Pili, che ha scritto all’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. «Sull’ex San Raffaele di Olbia si allunga la mano della cricca di Roma – tuona il deputato –. Si stanno mettendo in un angolo le imprese sarde per fare posto a quelle romane sospinte da certa politica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
