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Pochi iscritti, futuro incerto per 11 studenti

Pochi iscritti, futuro incerto per 11 studenti

Santa Teresa, amministratori e genitori uniti per evitare che il Magnon perda la quarta classe

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SANTA TERESA. Protestano i genitori degli 11 alunni dell'istituto superiore Magnon, iscritti al quarto anno. Per formare la classe occorrono almeno 15 studenti. Corrono il rischio di dover abbandonare gli studi, perché non tutte le famiglie possono permettersi di far viaggiare i figli nei plessi dei comuni vicini. Hanno chiesto aiuto al preside, agli insegnanti, all'amministrazione comunale e ai consiglieri di opposizione. Il dirigente scolastico Paolo Acone, ha già avuto un primo incontro con i genitori.

«Ho spiegato loro la situazione – racconta il preside –. Si potrebbe avere una concessione in deroga dall'autorità scolastica regionale. La quarta è una classe terminale del secondo biennio, per cui ci sono buone probabilità che si possa formare. In passato in altre scuole alcuni ragazzi sono stati autorizzati a frequentare le lezioni anche dopo l'apertura dell'anno scolastico, che coincide con il primo settembre».

Con altri 4 iscritti non si correrebbe più il rischio di vedere cancellata la nuova classe. Lo scorso anno in terza c'erano 18 studenti, ma solo 11 sono stati promossi. «Ci siamo subito attivati – dichiara l'assessore alla Pubblica istruzione, Annamaria Avellino -. Ci incontreremo con tutte le parti interessate per cercare di risolvere il problema. La classe deve essere mantenuta». «Dobbiamo unire le forze, il nostro istituto superiore deve sopravvivere – afferma Nadia Matta, consigliere di opposizione della lista “A cara a ventu” –. È inammissibile interrompere un ciclo di studi e mandare a casa 11 studenti. Non viene garantito il diritto allo studio, si sta togliendo un'opportunità a chi, per diversi motivi, ha scelto di non viaggiare e a chi non vuole iscriversi in un'altra scuola. L'Istituto professionale per i servizi commerciali di Santa Teresa è unico in Gallura. Come può la Regione investire denaro per finanziare progetti che limitino la dispersione scolastica quando le stesse istituzioni ostacolano poi la conclusione del ciclo di studi?”». (w.b.)

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