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Disagi a Capo Testa, il giudice ha chiuso l’unico bagno del lido

Disagi a Capo Testa, il giudice ha chiuso l’unico bagno del lido

SANTA TERESA. Bagni chiusi da ieri mattina sulla spiaggia di Ponente a Capo Testa. Il servizio offerto da oltre vent'anni dal “Bar del capo”, un'azienda di famiglia, si è interrotto per il...

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SANTA TERESA. Bagni chiusi da ieri mattina sulla spiaggia di Ponente a Capo Testa. Il servizio offerto da oltre vent'anni dal “Bar del capo”, un'azienda di famiglia, si è interrotto per il provvedimento emesso da un giudice del Tribunale di Tempio. Alla presenza dell'ufficiale giudiziario è stato slacciato dalla linea fognaria il pozzetto delle acque nere dell'attività. Un anno fa la fogna venne ostruita da ignoti con cemento a presa rapida. Il proprietario del terreno impedì il passaggio per il ripristino. Fu lo stesso magistrato che oggi ha imposto lo slaccio a consentire l'accesso. Da allora, con una serie di ricorsi e controricorsi il proprietario sta cercando di ottenere lo slaccio, sostenendo che l'azienda non è in regola con le autorizzazioni di Abbanoa. «Aveva scelto le vie legali sostenendo che fuoriuscivano liquami – racconta Tore Sposito, figlio della titolare e responsabile del bar –. Chiesi personalmente un sopralluogo agli agenti della polizia locale, appurarono che non vi era alcuna fuoriuscita e quindi che non c'era alcun pericolo per l'ambiente circostante». I legali del “Bar del capo” stanno presentando il ricorso in appello. «Fu lo stesso proprietario del terreno, all'epoca grande amico di famiglia, a stipulare un accordo verbale con mio padre – dice Sposito –. Allora una stretta di mano aveva lo stesso valore di una firma su un contratto. Di fatto in tutti questi anni abbiamo sempre pagato le bollette per il servizio fognario. E nessuno ha mai fatto contestazioni. È chiaro che vogliamo essere nella legalità. Ma slacciare in piena stagione la fogna significa mettere in ginocchio l'azienda, che ha 10 dipendenti. Non solo per il servizio dei bagni, visto che è l'unico in zona, reso ai numerosi turisti e visitatori. Per un'attività commerciale stagionale come la nostra è chiaro che è un gran disagio. Dato che non c'è alcun danno ambientale, e che va definita la questione delle autorizzazioni, non si poteva aspettare la fine della stagione prima di attuare il provvedimento?». (w.b.)

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