La Nuova Sardegna

Olbia

Nizzi resta senza delega e perde la presidenza

L’amministratore straordinario della Provincia revoca la nomina del deputato In attesa della nuova elezione i poteri passano al vice Giovanni Maria Raspitzu

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OLBIA. Nuovo ribaltone al Cipnes. Dopo essere ritornato nella stanza dei bottoni del Consorzio industriale grazie a una sentenza del Tar, Settimo Nizzi è stato ancora una volta costretto a lasciare la presidenza dell’ente. Il colpo di scena risale alla settimana scorsa: l’amministratore straordinario della Provincia Giovanni Carta ha infatti deciso con decreto di togliere le deleghe di competenza dell’ente sia al presidente Settimo Nizzi, che al rappresentante degli imprenditori Patrizia Bigi. Allo stesso tempo ha formato il nuovo vertice amministrativo del Cipnes inserendo se stesso come rappresentante della Provincia e l’imprenditore Mario Gattu, come rappresentante delle attività produttive, scelto all’interno di una terna di nomi riformulata dalla Camera di Commercio di Sassari e che comprendeva anche Benedetto Fois e Francesco Olmetto. In attesa di nuova elezione dei vertici consortili, i poteri presidenziali passano nelle mani dell’attuale vicepresidente Giovanni Maria Raspitzu.

Il “regno” di Nizzi, deputato di Forza Italia ed ex sindaco di Olbia, è durato appena tre mesi. Il Tar Sardegna aveva accolto ad aprile il ricorso presentato dallo stesso Nizzi e dalla Bigi, cancellando in pratica i decreti che avevano estromesso i due dal cda consortile. Un atto clamoroso dettato allora, secondo i giudici amministrativi, dal fatto che non vi erano sufficienti motivi per la revoca dei due componenti del Cda del Cipnes. Non c'era alcuna necessità, in buona sostanza, di revoca per salvare il pubblico interesse, anche perché sia la nomina che l'annullamento della stessa per Nizzi e la Bigi erano state fatte da due commissari straordinari della Provincia, che hanno un mandato liquidatorio nell'ambito di un ente in scioglimento.

Giovanni Carta, ha incassato e, sostenuto dal parere dell’attuale governo regionale, è ritornato però alla carica in questi giorni. Perché? Lo scenario sarebbe cambiato grazie al varo della legge sarda del 12 marzo 2015, che norma la fine delle Provincie in attesa della riforma definitiva degli enti locali. Una legge che intanto ha cambiato il nome dei sostituti dei presidenti decaduti che da commissari straordinari sono diventati amministratori straordinari. La stessa legge specifica che «l’amministratore straordinario ha poteri fino al 31 dicembre del 2015... all’amministratore straordinario sono attribuit i poteri previsti dall’ordinamento in capo al presidente della Provincia, alla giunta e al consiglio provinciale». Una precisazione che dovrebbe, in teoria, mettere in condizione Giovanni Carta di esercitare tutti i poteri dell’ex presidente dell’ente di via Nanni, compresa la possibilità della revoca delle deleghe in seno al cda del Cipnes. In teoria, perché già la scorsa volta, dopo la precedente revoca avvenuta a settembre di un anno fa, l’allora commissario straordinario della provincia sembrava in una botte di ferro. Ma il ricorso presentato da Nizzi e dalla Bigi fece saltare tutto.

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