Loddo: «Vogliono declassare il Dettori»
TEMPIO. Depotenziamento o declassamento? Due parole per un destino infausto per il presidio ospedaliero di Tempio. Arrivano i primi commenti sui ventilati tagli alla sanità pubblica. «La realtà è...
TEMPIO. Depotenziamento o declassamento? Due parole per un destino infausto per il presidio ospedaliero di Tempio. Arrivano i primi commenti sui ventilati tagli alla sanità pubblica. «La realtà è peggiore delle più infauste aspettative – dice il sindaco di Calangianus, Giò Martino Loddo, che è anche medico condotto .- Due tecnici come il commissario Paolo Tecleme e l’assessore regionale alla Sanità Luigi Benedetto Arru hanno cancellato con un colpo di spugna la sanità pubblica in alta Gallura e lo hanno fatto nel peggiore dei modi: senza il coraggio di dirlo e chiudendo la porta a ipotesi alternative. Ebbene, farò una petizione affinché la quota capitaria destinata all’alta Gallura venga gestita in autonomia dai rappresentanti dei territori. Inoltre, vigileremo affinché i Livelli essenziali di assistenza siano uniformi in tutta l’isola.Spero non ci siano conseguenze per lo sguarnimento dei servizi dal territorio. Un esempio recente? La frattura della milza. Il paziente si è salvato perché operato d’urgenza a Tempio». Secondo quanto dice Loddo, a Tempio non rimarrebbe un ospedale di base ma stabilimento di base (che contiene un pronto soccorso gestito dal 118, una piccola day surgery, 20 posti letto in medicina, radiologia, emoteca e centro prelievi). «Tempio perde anche il nome di ospedale, che sarà trasformato in stabilimento. Questo vogliono per il Dettori – conclude Loddo –. Tempio se ci sei batti un colpo! Io lotterò con tutte le mie forze per salvare il salvabile. Non sopporterei il peso di una responsabilità morale per i danni sulla salute causati da uno sguarnimento così grave della sanità pubblica in alta Gallura». (s.d.)
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