Pileri (Riformatori): legge pasticcio, Gallura penalizzata
OLBIA. Sul tema del pasticcio che si sta creando in consiglio regionale dopo i ricorsi, le sospensive, l’ingreesso di nuovi e vecchi consiglieri, interviene anche Giovanni Pileri, coordinatore...
OLBIA. Sul tema del pasticcio che si sta creando in consiglio regionale dopo i ricorsi, le sospensive, l’ingreesso di nuovi e vecchi consiglieri, interviene anche Giovanni Pileri, coordinatore provinciale dei Riformatori, che già era stato uno dei primi a parlare di anomalie subito dopo l’assegnazione dei seggi. «Quanto sta avvenendo questi giorni – dice Pileri – non è altro che una conseguenza di una Legge elettorale incostituzionale con la quale bisogna fare i conti ».
Per Giovanni Pileri «non è possibile che una miriade di piccoli partiti spesso personali e spesso strumentali all'elezione di un consigliere, senza il consenso elettorale possano prevalere sul sacrosanto diritto dei cittadini di un Territorio Provinciale , di essere rappresentati in Consiglio regionale».
Il riferimento, già fatto subito dopo la proclamazione degli eletti e confermato ora, è legato alla mancata rappresentanza del territorio gallurese che avrebbe dovuto avere cinque consiglieri anziché due come avvenuto. «Un fatto – ricorda ancora Pileri, che ha penalizzato proprio la Gallura a vantaggio di una rappresentanza artefatta che era appunto derivata da una illegittima legge elettorale ad personam approvata negli ultimi sprazzi di legislatura».
Il principio della vecchia legge elettorale della Regione Sardegna era chiaro, secondo quanto sottolinea ancora oggi Giovanni Pileri. «Deve essere garantita la rappresentanza in Consiglio regionale in maniera proporzionale al numero degli elettori di quel territorio , ogni altra interpretazione è assolutamente inaccettabile e dunque da respingere».
«A questo punto – conclude il rappresentante dei Riformatori galluresi – non resta che sperare in una lettura chiara della legge che ne stabilisca l'illegittimità alla fonte restituendo dignità al voto degli elettori e se necessario tornare ad elezioni nel caso non venga garantita la giusta rappresentanza dei territori e non quella dei singoli consiglieri che si daranno battagli a colpi di ricorsi».
Sono diversi i candidati galluresi non eletti che continuano a sperare di poter essere ripescati. Fra questi, intanto, Pierfranco Zanchetta, il cui ingresso nell’aula di via Roma è stato bloccato dalla sospensiva decisa dal Consiglio di Stato. Poi in ballo ci sono anche Pierluigi Caria del Pd e Matteo Sanna di Fratelli d’Italia.
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