La Nuova Sardegna

Olbia

Lezione a vele spiegate per diciassette studenti

di Dario Budroni
 Lezione a vele spiegate per diciassette studenti

Un gruppo di ragazzi della media Pais ospiti per quattro giorni sul “Nave Italia” Esperienza indimenticabile sul brigantino a vela più grande del mondo

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Le hanno riservato una montagna di scatti. Qualcuno le ha anche dedicato un bel post su Facebook. Tutti avrebbero voluto mettere piede su quella nave ormeggiata al molo Bosazza, un bestione lungo 61 metri e largo poco più di 9, con un albero maestro alto quasi 45 metri. Diciassette studenti della scuola media Ettore Pais, invece, non solo hanno avuto l’opportunità di visitarla, ma soprattutto quella di viverci sopra per ben quattro giorni. Sono infatti loro i protagonisti del progetto «Empowermentboat» a bordo di Nave Italia, che ha come obiettivo l’inclusione sociale e la lotta alla dispersione scolastica.

Ieri i ragazzi hanno fatto un giro attorno a Tavolara e poi passato la notte davanti a Capo Figari. Stamattina invece si allontaneranno dalle coste galluresi in direzione La Spezia, che raggiungeranno sabato. Insieme agli studenti ci sono tre operatori e ovviamente un intero equipaggio di marinai di professione. Il progetto «Empowermentboat», a bordo del brigantino a vela più grande del mondo, è promosso dalla fondazione Tender to Nave Italia onlus, creata dalla Marina militare e dallo Yacht club italiano, in sintonia con l’associazione Agorà per conto dell’Osservatorio permanente sulla dispersione scolastica di Olbia. Ed è stato generosamente finanziato dalla fondazione Banco di Sardegna.

«I ragazzi a bordo faranno un po’ di tutto. Avranno delle mansioni, si dedicheranno anche la pulizia. Insomma, tutto ciò che si può svolgere sopra una nave di questo tipo – ha spiegato Giovanni Antonio Orunesu, assessore comunale alla pubblica istruzione -. Penso che sia un progetto formativo molto importante, perché la vita in nave dà una metodologia che poi diventa fondamentale anche nello studio. Anche la Remata della Gioventù ha questo stesso scopo».

La fondazione Tender to Nave Italia, costituita nel 2007, promuove quindi la cultura del mare e della navigazione come strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia. E i beneficiari sono sempre associazioni no profit, onlus, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che promuovono azioni inclusive. Ieri mattina, prima della partenza, i diciassette studenti, sia di prima che di seconda, hanno conosciuto l’equipaggio, composto esclusivamente da uomini della marina militare, mentre i loro genitori hanno avuto la possibilità di visitare la nave. Presente alla partenza dei ragazzi anche Anna Maria Chessa, la responsabile dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica di Olbia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative