Rischia la paralisi per un tuffo
Tragedia sfiorata sul lungomare di Golfo Aranci. Il sindaco Fasolino: buttarsi in acqua sarà vietato
GOLFO ARANCI. Finora ci si era affidati al buon senso, ma evidentemente non basta. Per far rispettare i divieti occorre metterli nero su bianco. Ben visibili, possibilmente impressi su un cartello. Ed è a quello che sta pensando il comune di Golfo Aranci dopo che, qualche pomeriggio fa, un uomo si è lanciato in acqua dal lungomare del centro costiero. Un tuffo maldestro che rischia di costargli caro. L’uomo, un 45enne residente a Golfo Aranci, non ha tenuto conto dell’acqua in quel punto troppo bassa e si è lanciato di testa senza ripararsi con le mani. Ha battuto violentemente sul fondale e da quel momento non è più riuscito a muovere gli arti, né braccia né gambe. Immediato il trasferimento all’ospedale di Olbia e poi a quello di Sassari, dove è in attesa di essere operato nel reparto di neurochirurgia. Nelle ultime ore le sue condizioni sembrano in leggero miglioramento, ha ripreso in parte a muovere le braccia ma è sempre necessario un intervento chirurgico.
Ma, nonostante la tragedia sfiorata, in questi giorni dal lungomare la fiera dei tuffi non si è arrestata per nulla. Anzi. A scegliere di lanciarsi dalla nuova passeggiata di Golfo Aranci sono soprattutto i giovanissimi che alla spiaggia affollata scelgono di stendere il loro telo da mare sui prati verdi del lungomare e poi improvvisano tuffi spericolati. Una moda che il sindaco Giuseppe Fasolino sta pensando di stoppare con un’ordinanza. «Fino ad adesso speravo bastasse il buon senso – afferma il primo cittadino –, ma, visto quello che è successo e soprattutto visto che non si arresta il fenomeno dei tuffi, sto pensando a un provvedimento per vietarli. Non impediremo di fare il bagno a nessuno, ci mancherebbe, ma sui tuffi saremo costretti a intervenire e a bandirli dal lungomare per questioni di sicurezza». (al.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
