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Olbia

Sicurezza e decoro, il Comune rifà il look ai palazzi pericolanti

di Alessandro Pirina
Sicurezza e decoro, il Comune rifà il look ai palazzi pericolanti

L’intervento si è reso necessario per paura di altri crolli L’assessore Careddu: «Addebiteremo il costo ai proprietari»

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OLBIA. Il rischio crolli come un toccasana per il centro storico. Per paura di nuove piogge di calcinacci il Comune ha provveduto di tasca sua al restyling di alcuni edifici pericolanti. Un intervento che si è reso necessario per l’inerzia dei proprietari, immobili anche di fronte alle ordinanze del sindaco. Un recupero che restituisce anche un po’ di decoro perduto a quello che resta comunque il salotto buono della città. E ora ovviamente l’amministrazione ha avviato le pratiche per il recupero delle somme utilizzate per restaurare gli edifici.

Sono tre gli interventi messi in atto dall’assessorato all’Urbanistica. Innanzitutto, la palazzina gialla che domina piazza Regina Margherita ai civici 13 e 14. Tre piani disabitati, da anni in stato di abbandono, che a febbraio avevano costretto il Comune a transennare la piazza principale della città per il crollo di calcinacci e cornicioni. E poi due distinte abitazioni di via Mazzini, una che fa angolo con via Garibaldi e l’altra con via Olbia, che negli stessi giorni avevano trasformato il centro della città in un percorso a ostacoli. Il 3 marzo il sindaco Gianni Giovannelli aveva intimato ai proprietari di intervenire entro 10 giorni, ma le tre ordinanze sono rimaste disattese. Di qui la denuncia da parte della polizia locale e la contestuale decisione del Comune di eseguire ugualmente i lavori. «Vista l’inerzia dei proprietari – spiega l’assessore all’Urbanistica Carlo Careddu – abbiamo provveduto a recuperare dall’incuria e dal degrado queste tre palazzine facendo ricorso all’esercizio del potere sostitutivo, così come previsto dal piano particolareggiato del centro storico. Il recupero è stato dettato innanzitutto dalle condizioni di sicurezza, ma anche dalla necessità di restituire decoro al centro, in particolare alla palazzina che delimita la piazza principale della città». L'immobile è stato prima consolidato nelle parti a rischio di crollo, poi sabbiato con una tecnica ad acqua per la rimozione dello strato compromesso di pittura e intonaco, e infine intonacato, stuccato e pitturato. I colori sono stati scelti fra quelli previsti dal piano del colore del centro storico. Il prossimo passo dell’amministrazione comunale sarà quello di rivalersi sui proprietari. «Gli uffici provvederanno subito al recupero delle somme – spiega Careddu – e, in caso di inadempimento, passeranno al recupero coattivo dell’intero costo dell’operazione, intorno ai 35mila euro». L’operazione sarà invece più lunga per una delle due palazzine di via Mazzini, oggetto di confisca e affidata a un amministratore giudiziario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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