Mater Olbia, al Comune i terreni per i parcheggi
OLBIA. Tutto è cominciato nella seconda metà degli anni ’80, quando la famiglia Marzano vendette tre ettari di terreno alla società Cescana della Fondazione Monte Tabor, che forse già allora aveva...
OLBIA. Tutto è cominciato nella seconda metà degli anni ’80, quando la famiglia Marzano vendette tre ettari di terreno alla società Cescana della Fondazione Monte Tabor, che forse già allora aveva intenzione di destinarli ai parcheggi per il San Raffaele. Ma Don Luigi Verzè, com'è risaputo, non riuscì a realizzare il suo ospedale e per più di 20 anni quell'area è rimasta così com’era. Nel 2006 poi la Cescana l’ha ceduta a titolo gratuito al Comune. Ed è da allora che quei tre ettari di terreno di fronte al Mater Olbia sono al centro di una disputa giudiziaria tra il Comune e un cittadino, Alfio Deiana, che ne rivendica la proprietà, acquisita, a suo dire, per usucapione. Una causa la cui prima udienza è fissata per il gennaio del 2016.
Finora, però, la legge è dalla parte del Comune di Olbia. E, infatti, ieri mattina la polizia locale ha dato esecuzione all'ordinanza di rilascio dell'immobile firmata dal dirigente del settore Urbanistica Tino Azzena. Gli agenti, guidati dal comandante Gianni Serra, si sono presentati in località Tanca Lissia per prendere possesso dei quasi tre ettari di terreno che, come recita il provvedimento, "appartengono al patrimonio indisponibile del Comune" e ora sono destinati a ospitare i parcheggi del futuro Mater Olbia, così come deliberato dal Consiglio comunale il 20 aprile 2012. Deiana ha provato a opporsi all'ordinanza, ma poi non ha potuto fare altro che consegnare a Serra le chiavi del cancello del terreno. Un'area ricca di una folta vegetazione e abitata solo da due asinelli, la "prova numero uno" del possesso del terreno da parte di Deiana. Ma anche per i due animali ieri è scattato lo sfratto. I due somarelli sono stati caricati su un furgone e trasferiti al centro equestre Olbia Horses, a cui sono stati affidati temporaneamente. L’avvocato Stefano Deiana ha presentato ricorso urgente contro l’ordinanza, la cui pronuncia è prevista per settembre.
Nel pomeriggio si è svolta una seconda puntata del match, con Deiana che con una catena ha chiuso la stradina (che rientrerebbe nella proprietà dei Marzano) che porta all’ingresso dell’area. Necessario, dunque, un nuovo intervento degli uomini di Gianni Serra, che, dopo aver posto sotto sequestro la stradina, hanno eletto l’impresa che dovrà realizzare i parcheggi unica titolata ad attraversarla.
L’intera vicenda ebbe inizio il 29 luglio 1988 quando il Consiglio comunale approvò il piano della Fondazione di don Verzè per realizzare il San Raffaele. In quello stesso anno i Marzano vendettero l’area alla società Cescana, che non ne entrò mai in possesso. Fino al 2006, quando la regalò al Comune di Olbia, che solo nel 2011 se ne appropriò. O meglio ci provò, perché Alfio Deiana, che per vent’anni aveva tenuto il suo bestiame, cavalli e asini, in quel terreno, esercitò un’azione possessoria. Il tribunale di Tempio gli diede ragione e fu riammesso nel possesso, ma a luglio un’ordinanza, ritenendo necessario e urgente ottenere la disponibilità dell’area, ha intimato a Deiana di lasciare il terreno, ma ieri, di fronte alla sua inerzia, è dovuta entrare in azione la polizia locale.
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