Alla scoperta della città, la giornata dei crocieristi
Lo sbarco a Olbia dalle mega-navi per una visita veloce: tanti scelgono di non spostarsi. Mete preferite le spiagge e il corso per lo shopping. Successo del tour con il bus
OLBIA. Sbarcano di primo mattino. E ancora assonnati vanno alla scoperta della città, delle mitiche acque che colorano di smeraldo la costa. Sono i crocieristi. Graditi invasori del centro storico. Da qualche anno i protagonisti sono loro. Turisti mordi e fuggi che ottimizzano le poche ore a disposizione. Ce ne sono di tanti tipi. Dipende dalla nazionalità, dall’età, dalla compagnia, dal periodo. In questo caso ad attraccare all’Isola Bianca sono state la spagnola Sovereign e la tedesca Aida Aura. Insieme hanno scaricato migliaia di crocieristi. Tanti giovani e numerose famiglie. Alcuni hanno acquistato le escursioni. Tanti altri, invece, per spendere meno, hanno gironzolato tra spiagge e centro città.
Centro di smistamento. La giornata tipo comincia all’ufficio turistico del Comune. I crocieristi, dopo una calorosa accoglienza in banchina, si presentano con una sola richiesta: il mare. Possibilmente Porto Cervo. Ed è così che entra in gioco l’esperienza delle operatrici dell’ufficio. Sono loro a dover spiegare, senza scatenare il panico, che la Costa è impossibile da raggiungere e visitare in poche ore e che poi il mare di Olbia non è poi così male. Con piena padronanza delle lingue indicano come raggiungere le spiagge vicine. Ma non mancano quelli interessati a storia e cultura.
Tutti al mare. Un servizio fondamentale è quello dell’Aspo. Per il terzo anno la società partecipata mette a disposizione una pattuglia di navette. È la linea 40, che collega il molo Brin con «Pittulongu beach». Fa avanti e indietro con una frequenza di 30 minuti. Aria condizionata, 5 euro il biglietto. Ai crocieristi non sembra vero. Altro che le battaglie di qualche anno fa per un centimetro quadrato sulla linea 4. In massa si presentano davanti alle al bus e 10 minuti dopo sono in spiaggia. Quando vedono il mare e Tavolara sfoderano gli smartphone e immortalano tutto ciò che li circonda. In spiaggia srotolano gli asciugamani e si lanciano in acqua. Spesso mangiano un gelato o bevono un caffè al bar e un paio d’ore più tardi tornano a Olbia. Alcuni al bus dell’Aspo preferiscono quello scoperto di un operatore privato, che garantisce un completo giro panoramico tra spiagge e città. Quando la sosta è lunga, i crocieristi prendono in considerazione pure Porto Rotondo e Porto Istana, da raggiungere con normali mezzi pubblici.
La scoperta di Olbia. Tolto lo sfizio di vedere il mare, i crocieristi si dedicano anche al centro storico. Solo alcuni optano direttamente per la città senza dare uno sguardo alle spiagge. Comunque l’ufficio turistico fornisce mappe tradotte in sette lingue. Il tour tocca siti come le chiese di San Simplicio e di San Paolo, il museo archeologico, che ampliano gli orari in concomitanza con gli sbarchi, e il Fausto Noce. Piacciono pure i mercatini del martedì e del sabato, molto caratteristici per i turisti. Ma i visitatori ne approfittano anche per un aperitivo nei bar. I prezzi sono bassi, pochi euro per una bibita o un vino, con tanto di stuzzichini. Poi ci sono quelli che entrano direttamente nei ristoranti per una pizza o una spaghettata. Anche qui nessuno va via con il portafoglio ferito. Infine lo shopping. Difficile che i crocieristi acquistino capi firmati nelle boutique. Si concentrano più su bancarelle e negozi di souvenir. Nel pomeriggio, poi, comincia il controesodo verso l’Isola Bianca. Dopo 6-7 ore la permanenza è finita. E si pensa già al prossimo sbarco.
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