Le fiamme minacciano Berchiddeddu
L’incendio, di origini dolose, è stato spento grazie all’intervento di due Canadair, tre elicotteri e decine di uomini a terra
BERCHIDDEDDU. Gli incerndiari che da settimane tenta di dare fuoco alle campagne di Berchiddeddu hanno atteso il loro naturare alleato, il vento di Maestrale, per dare sfogo alla vendetta che, al momento, appare senza movente. Sono oltre venti gli ettari di campagna, bosco e macchia mediterranea inceneriti dall’incendio appiccato, poco dopo le due del pomeriggio, in località “la multa bona”, tra Berchiddeddu e Loiri, sulla provinciale che collega i due centri. Attivato e poi revocato lo sgombero di alcune case coloniche in località Zappalì, una zona che poteva essere interessata dalle fiamme, spente dopo quattro ore di intervento di mezzi terrestri e aerei. Il rogo ha subito avvampato la riarsa macchia mediterranea e i campi di fieno, allargandosi come una incandescente macchia d’olio sulle colline che caratterizzano l’intera zona. Dal centro di coordinamento antincendio del comando forestale di Tempio l’allarme è scattato quasi in simultanea con il levarsi delle prime fiamme e della alta colonna di fumo che è stata avvistata dai punti di osservazione dei monti Plebi e Limbara. Sul posto sono state inviate le squadre di pronto intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Olbia, del corpo forestale, dell’Ente foreste e i volontari della protezione civile dei Comuni di Loiri e Olbia, una task force terrestre che ha ben presto richiesto il supporto, per l’impraticabilità dell’area su cui operare, dei mezzi aerei. Sono stati inviati sul posto due Canadair e tre elicotteri, che hanno spento il grosso dell’incendio poi bonificato dalle squadre a terra. Una inchiesta per individuare i responsabili del rogo doloso è stata avviata dalla forestale.
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