Anziana picchiata e rapinata in casa
Anna Maria Morlè, 89 anni, cardiopatica, è stata aggredita in pieno giorno da tre banditi. Rubati 5mila euro e gioielli
OLBIA. Si sono finti operai per introdursi nella sua casa, ma lei ha subito capito che dietro quegli occhiali da sole e sotto quei cappellini si nascondevano persone poco raccomandabili. Ormai però era troppo tardi per fermarli. Per Anna Maria Morlè, 89 anni, il calvario è iniziato intorno alle 13. L'anziana donna è stata legata a una sedia, imbavagliata con il nastro isolante e presa a schiaffi. I tre malviventi erano disposti a tutto per i suoi risparmi. Cinquemila euro in contanti che la pensionata aveva messo da parte per pagare una maxi bolletta di Abbanoa. I banditi li hanno trovati dentro un armadio, insieme a gioielli e altri oggetti di valore, e hanno portato via tutto. A lanciare l'allarme è stata la stessa anziana, che, una volta che si è ritrovata da sola, ha cominciato a battere i piedi e a urlare, richiamando l'attenzione dei vicini, che hanno subito avvertito i carabinieri.
Il fatto è avvenuto in via Ungheria, a pochi metri dallo stadio Nespoli, in una palazzina ex-Iacp. Anna Maria Morlè, vedova con 8 figli, vive da sola al primo piano, ma malgrado i suoi 89 anni e i gravi problemi al cuore, è una donna lucida, energica e autonoma. Con una grande paura per le rapine. Ieri però una piccola distrazione le è costata cara. Era più o meno l'ora di pranzo quando la donna è scesa nel cortile per portare i sacchetti della spazzatura, lasciando il portone di casa aperto. Pochi minuti dopo è risalita e ha trovato i tre uomini nel soggiorno. «E voi chi siete?», ha chiesto subito allarmata. «Siamo venuti a controllare il cortile, perché l'erba è troppo alta», avrebbe risposto uno dei tre, con un italiano poco fluente. «Quel cortile non è mio», ha ribattuto la donna, che ha preso il cellulare per avvertire i figli. Ma non ha fatto in tempo. Un bandito glielo ha strappato di mano, portandole via anche un'unghia. I malviventi le si sono buttati addosso, l'hanno strattonata e legata a una sedia con lo spago. Lei ha provato a divincolarsi, ma i tre, con addosso dei guantoni, hanno reagito con violenza, tappandole la bocca con un cuscino e prendendola a schiaffi fino a farla sanguinare.
Una serie di violenze spietate che sono proseguite fino a quando l'anziana non ha ceduto e ha indicato il posto in cui teneva i soldi. Un cassetto dell'armadio in cui aveva conservato 5mila euro in contanti per pagare una maxi bolletta di Abbanoa, causata da una perdita d'acqua. Un bottino a più zeri, a cui vanno aggiunti anche gioielli, oggetti di valore e il libretto postale. A quel punto i tre malviventi sono scappati, ma senza fare i conti con l'energia della donna, che, malgrado pesta e sotto choc, ha cominciato a battere forte i piedi e a chiedere aiuto. Subito sono accorsi i vicini che l'hanno trovata imbavagliata e col volto coperto di sangue. Nella zona qualcuno avrebbe visto i banditi mentre si dileguavano ai bordi del canale. In pochi minuti sono arrivati in via Ungheria i carabinieri del reparto di Olbia, guidato dal colonnello Alberto Cicognani, e l’ambulanza del 118 che ha portato Anna Maria Morlè al Giovanni Paolo II dove è stata ricoverata per accertamenti e ha risposto alle domande dei militari. I carabinieri si sono subito messi subito sulle tracce dei banditi e hanno rintracciato il cellulare della donna in una via del centro.
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