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Olbia

Pugno di ferro contro i barboni: scatta il divieto di accattonaggio

di Dario Budroni
Pugno di ferro contro i barboni: scatta il divieto di accattonaggio

Il sindaco Gianni Giovannelli ha firmato l’ordinanza che prevede anche l’allontanamento coatto «Negli ultimi tempi è stato raggiunti un livello di degrado imbarazzante. Dovevamo intervenire»

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OLBIA. Tira una brutta aria per chi decide di trasformare il marciapiede in una casa, per chi staziona negli angoli delle strade circondato da buste, borsoni e cartoni. Il sindaco Gianni Giovannelli, ieri pomeriggio, ha infatti firmato una ordinanza: divieto di accattonaggio e di bivacco in aree pubbliche. Troppi olbiesi indignati, troppi turisti scandalizzati. Da ora in poi si rischia l’allontanamento coatto e anche il sequestro e la distruzione degli oggetti utilizzati per l’occupazione del suolo. Il motivo è semplice: il fenomeno ha raggiunto livelli di degrado imbarazzanti.

Spiacevoli episodi. La città non è invasa dagli accattoni. Ma ci sono pochi soggetti che da qualche tempo stanno creando situazioni poco piacevoli, nel centro storico in particolare. Spesso si tratta di persone che da mesi stazionano lungo le strade della città. Le panchine e i marciapiedi si ritrovano così occupati da buste, cappotti, bagagli. Inoltre a creare scompiglio e turbamento, tra olbiesi e turisti che a ogni ora affollano il centro, sono quei comportamenti che vanno poco d’accordo con la civile convivenza. Negli ultimi giorni sono stati registrati diversi episodi: addirittura c’è chi ha fatto i propri bisogni davanti allo sguardo incredulo dei crocieristi.

L’ordinanza. Il sindaco Gianni Giovannelli ha quindi integrato un’ordinanza del 2007, sempre relativa al divieto di accattonaggio, e ha dunque aggiunto il no al bivacco. «Si assiste alla presenza di soggetti privi di fissa dimora che chiedono soldi ai passanti, usando spesso toni e atteggiamenti tali da incutere timore e disagio – si legge nella nuova ordinanza -. Utilizzano panchine, marciapiedi e spazi verdi come fossero di loro proprietà, impedendo a chiunque di fruire dei medesimi spazi. Si presentano in condizioni igieniche di assoluta emergenza». Per questo il sindaco ordina il divieto di accattonaggio nel territorio comunale, proibisce di occupare panchine, marciapiedi e aree verdi «con lo scopo di bivaccare, sdraiarsi e dormire». Vietato anche occupare gli spazi pubblici con buste, borse e valigie e soggiornare nel territorio «mostrando una condizione igienico sanitaria critica». Si dispone quindi l’allontanamento coatto e il sequestro e la distruzione degli oggetti.

Tentativi di aiuto. Ma il Comune però non ha messo da parte il suo lato umano. La struttura comunale si è mossa più volte con l’obiettivo di aiutare chi vive nel degrado. «La situazione sta diventando abbastanza disgustosa, le lamentele ormai sono tante – spiega Gianni Giovannelli -. Noi comunque abbiamo provato ad aiutare queste persone e ci proveremo ancora. Il nostro Comune ha tutte le forme di assistenza. Un dormitorio, una mensa, fornisce assistenza psicologica. Abbiamo provato a intervenire in qualsiasi modo. Ma loro rifiutano ogni tipo di aiuto e la situazione è davvero difficile. Però certi comportamenti proprio non possiamo accettarli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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