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Olbia

Costa Smeralda, furti nelle ville: turisti russi derubati di 200mila euro

di Giampiero Cocco
Una veduta di Porto Cervo
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Una veduta di Porto Cervo

Porto Cervo, i ladri in azione lunedì in una casa sulla collina di Pantogia: aperta la cassaforte. Nella zona altri due colpi riusciti, ma con bottino più magro, e altri due sventati dai vigilantes

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PORTO CERVO. Cinque colpi in cinque giorni, due dei quali sventati per l’intervento dei vigilantes, sono duri da digerire. Anche per le sovraffollate ville e resort della Costa Smeralda.

Il furto con scasso più clamoroso è quello messo a segno ieri lunedì 17 sulla collina di Pantogia, nella ex residenza di un imprenditore brianzolo ceduta in locazione ad una famiglia di turisti russi.

La cassaforte che era stata murata nel pavimento di uno sgabuzzino è stata aperta come una scatoletta di tonno con il flessibile e il suo contenuto, quasi duecentomila euro tra denaro contante, gioielli e documenti, ha preso il volo. Un lavoretto che ha impegnato i ladri per poco meno di mezz’ora, questo il tempo trascorso, lunedì sera, tra l’uscita di casa degli ospiti e la scoperta, da parte di uno dei guardaspalle privati, dell’irruzione in villa con tanto di rumoroso attrezzo da scasso da parte dei soliti ignoti.

Ai turisti russi lasciati senza documenti e denaro non è rimasto altro che denunciare l’episodio alla polizia di Stato che ha inviato sul posto gli uomini della scientifica per rilevare le eventuali tracce che gli Arsenio Lupin versione smeraldina possono aver lasciato sul luogo.

Il furto con scasso segue altre quattro irruzioni (tutte denunciate a polizia e carabinieri) avvenute dalla vigilia di ferragosto nel blasonato e ipercontrollato puzzle di ville e villette con tanto di giardini e ampi terrazzamenti che intarsiano il costone con vista sui campo del Pevero golf, l’area più vip e riservata dell’intera Costa Smeralda. In questo quartiere d’altissimo bordo hanno fatto man bassa di poco danaro e gioielli gli espertissimi e intraprendenti ladri che stanno frequentando, come i vip, la Costa Smeralda

I malviventi (che agiscono prevalentemente nel pomeriggio, quando i proprietari riposano in veranda, a bordo piscina) hanno tentato di svaligiare due villette utilizzando la tecnica dello scardinamento (con un palanchino avevano già smurato la cassaforte) non riuscendo a portarla via in quanto l’allarme silenzioso era scattato dentro la centrale operativa della vigilanza del Consorzio Costa Smeralda.

L’irruzione delle guardie giurate ha messo in fuga i malviventi. In altri due casi i banditi sono riusciti invece ad aprire i piccoli forzieri con le mole smeriglio, ma il bottino da loro racimolato, almeno stando alla denuncia dei proprietari, non supererebbe i trentamila euro. I tanti derubati e non (una coppia di professionisti veneti, due donne in vacanza senza i rispettivi mariti e una famiglia di nazionalità francese) hanno dovuto affrontare la trafila delle denunce con l’amaro in bocca d’aver visto violata la propria privacy durante le vacanze.

Il bottino, complessivamente, ammonterebbe a duecentoventimila euro, compreso il colpo gobbo messo a segno nella villa occupata dal magnate russo al quale i banditi hanno portato via quasi duecentomila euro, documenti compresi. Le indagini per scoprire gli autori dei cinque tra tentati e riusciti furti di Ferragosto sono in corso, anche se sarà difficoltoso risalire ai protagonisti delle irruzioni in quanto le riprese di sicurezza effettuate dalle innumerevoli telecamere a circuito chiuso (che documentano la vita quotidiana dei vacanzieri della Costa) sono una babele di auto, persone e furgoni di ogni marca, razza e nazionalità.

Gli esperti delle forze dell’ordine stanno procedendo per esclusione, esaminando e approfondendo le verifiche su auto e persone “sospette”, molte delle quali potrebbero aver percorso il labirinto di stradine che si diramano sul Pevero golf soltanto per osservare, dalle piazzole panoramiche, i campi da golf e le sottostanti spiagge.

In un caso, parrebbe, chi ha rubato dentro casa potrebbe aver avuto il supporto interno di uno degli inservienti che prestano servizio nella villa. In un altro caso il furto è stato sventato grazie alla presenza, nei giardini della villa contigua, del personale che vigilava sulla sicurezza di un politico nazionale. I proprietari non avevano inserito l’allarme, scattato dopo che alcuni individui avevano scavalcato il muretto di cinta prima di darsi alla fuga, ripresi dalle telecamere di sicurezza. Ai vigilantes la coppia ha affermato di non aver paura dei furti in quanto non tengono valori in casa, da qui l’abitudine di non accendere il costoso sistema d’allarme.

Gli investigatori hanno già inoltrato una serie di rapporti alla magistratura di Tempio, che sta seguendo con attenzione lo sviluppo della situazione. Il fenomeno, da fisiologico, sta infatti trasformandosi in qualcosa di più preoccupante per il semplice fatto che tra tentativi e colpi riusciti si è superata la soglia di guardia.

Diversi furti sono stati commessi al di fuori dei territori posti sotto la sorveglianza del servizio di vigilanza della Costa Smeralda. Molte ville, residence e frazioni – come Abbiadori – non sono infatti associate al Consorzio, pur facendo parte integrante della Costa Smeralda.

 

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