Sanità in Alta Gallura Biancareddu “eletto” portavoce dei sindaci
Tratterà a nome di tutti contro il nuovo piano regionale Il Popolo dei lucchetti: «Tempio lasci Olbia per Sassari»
TEMPIO. La richiesta del Popolo dei Luchetti di uscire dal presidio sanitario di Olbia per passare a quello di Sassari. L’incarico ad Andrea Biancareddu di rappresentare le istanze dell’Alta Gallura sulle tematiche riguardanti il riassetto territoriale e sanitario. La notizia, non confermata da comunicati ufficiali, secondo cui l’Asl di Olbia si appresterebbe a chiedere l’elezione dell’Ufficio di presidenza della Asl. I tempi biblici di attesa che il Cup di Tempio continua a programmare per i pazienti, peraltro con l’avvertimento verbale che la sede della visita potrebbe, nel frattempo, essere spostata ad Olbia.
Sono le ultimissime novità “sanitarie” in un’Alta Gallura incandescente. «Dopo due anni di proclami - scrive il Popolo dei Luchetti - è giunta l’ora che i nostri sindaci, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà nella lotta, la smettano di piangersi addosso per passare ad atti formali e legali che prevedano l’immediato distacco dal presidio di Olbia per passare a Sassari. Temporeggiare significa rendersi complici di chi sta cancellando l’assistenza sanitaria dell’Alta Gallura».
L’incarico al sindaco di Tempio è stato invece affidato dai sindaci del Distretto. «Il sindaco di Tempio rappresenta tutto il territorio dell'Alta Gallura sulle tematiche riguardanti il riassetto territoriale e il riassetto sanitario» è scritto in un comunicato. Gli stessi sindaci esprimono la contrarietà all'accorpamento dei reparti di chirurgia, ortopedia e otorino, deliberato dal commissario Tecleme. Un circostanza questa che ricorda l’unificazione “temporanea” dei reparti di medicina uomini e di medicina donne, attuata alla fine del 2011 dall’allora direttore generale della Asl, Giovanni Antonio Fadda, e mai più riportati alla originale condizione.
Malumore sta suscitando anche la notizia secondo cui il commissario si appresterebbe a chiedere ai sindaci l’elezione “dell’Ufficio di presidenza”. Una istituzione consultiva senza arte né parte che prevede di fatto la cancellazione dei distretti e l’esautorazione dei sindaci dalle questioni sanitarie. La cosa era già stata tentata inutilmente il 14 aprile scorso, a Sant’Antonio di Gallura, quando i sindaci dei due distretti in assemblea plenaria avevano rigettato all’unanimità il Piano di riorganizzazione dell’Asl presentato allora da Paolo Tecleme e oggi, invece, fatto proprio dalla Giunta regionale. In quella occasione si era tentato anche di eleggere “l’Ufficio di presidenza”, composto da un presidente, un vice presidente e un segretario, eletti fra i sindaci dagli stessi sindaci. La cosa non era andata a buon fine per il mancato accordo fra i due distretti. Olbia infatti parteggiava per Antonio Satta, Tempio per Emiliano Deiana. Ora pare si voglia ritentare, unilateralmente però, dopo che il distretto di Tempio parrebbe intenzionato a non partecipare.
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