Area marina, non solo vincoli
Santa Teresa, la proposta degli esperti per aprire le porte anche alla pesca subacquea in apnea
SANTA TERESA. «La pesca in apnea non è incompatibile con l'istituenda Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone». Ne sono convinti Matteo Ruggiu, biologo del dipartimento di scienze biologiche della St. John's University di New York, Fulvio Arturo Calvenzi, presidente della Federazione italiana pesca in apnea (Fipia), Massimo Quattrone, pescatore subacqueo professionista. E il giornalista specializzato nel settore, Carlo Forni. Tra i sottoscrittori della proposta inviata al sindaco c'è anche l'imprenditore Angelo Murineddu, l'ex capogruppo di maggioranza nella precedente legislatura Pisciottu si era poi candidato con l'attuale lista di opposizione.
Il gruppo di appassionati ed esperti punta a un giusto equilibrio dei limiti imposti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), contenuti nella prima proposta di zonizzazione del Comune. Cioè la suddivisione e la regolamentazione in zone dell'Amp con diverso grado di tutela del territorio marino. «Studi scientifici confermano come la pesca in apnea incida meno dell'1% sul prelievo totale di pesce – afferma Carlo Forni -. La nostra osservazione mira alla tutela del mare, tant'è che abbiamo indicato, fra l'altro, anche nuove aree di ricerca, cioè zone accessibili solo agli studiosi. Ma puntiamo a soddisfare le esigenze di tutti: da chi fa il bagno con la maschera a chi si immerge con le bombole, senza pescare ovviamente. A chi invece pesca con la canna o in apnea». Al sindaco, Stefano Pisciottu, il gruppo propone soluzioni dettagliate alternative allo studio dell'Ispra. Fa considerazioni scientifiche e giuridiche, valutazioni sulle ricadute economiche e turistiche. «Abbiamo individuato alcune aree in cui si potrebbe regolamentare la pesca in apnea senza arrecare danni all'ambiente marino e al suo ecosistema – spiega Forni -. Preservando le specie protette, come la cernia e la corvina. Chi è appassionato di pesca e ormeggia una barca anche 6 mesi al porto di Santa Teresa continuerà a scegliere il paese come meta per le vacanze. Con il divieto assoluto di pesca subacquea invece c'è il rischio che cambino meta, spostandosi per esempio a Bonifacio, dove esistono zone interdette ma anche quelle in cui è consentito pescare. L'amministrazione Pisciottu ha gli strumenti, la flessibilità e l'autonomia per decidere il tipo di regolamentazione dell'Amp».
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