Il ritorno dell’Aga Khan, vertici quotidiani in Costa
Porto Cervo, da settimane il principe si vede in centro insieme ai suoi dirigenti Ipotesi su nuovi investimenti in Gallura. In ballo l’accordo col Qatar su Meridiana
INVIATO A PORTO CERVO. Il ritorno dell’Aga Khan. Fosse un film - o una fiaba con un principe e una principessa - il titolo potrebbe essere questo. Invece, è realtà. L’Aga Khan - in Gallura, in Costa Smeralda - sta tornando. Anzi, è già tornato. Non come vorrebbero i suoi ammiratori, o i suoi nostalgici: non per riprendersi Porto Cervo, insomma. Non ancora, almeno. Perché dietro tutto, secondo molti rumors, potrebbe esserci un grande piano. Che passa dallo Yacht club, attraversa la vendita del 49% del gruppo Alisarda (Meridiana e l’aeroporto di Olbia) al Qatar e si conclude con una possibile intesa con gli arabi anche sulla Cost a.
Per ora c’è che l’Aga Khan, a Porto Cervo, è presente tutti i giorni. Come non accadeva da una ventina d’anni. Tutte le mattine, intorno alle 10, lo vedono passare nel cuore del borgo prima di chiudersi nella Sala del Principe, un ufficio di cui ha da poco rinnovato l’affitto proprio accanto a quelli del Qatar e di Starwood.
Ore e ore di riunioni con i suoi dirigenti, quelli di Akdn, il network di imprese attivo in tutto il mondo, e in tutti i settori, dalle industrie al turismo, dalle telecomunicazioni agli aerei. Incontri che vanno avanti da metà luglio, a ritmo serrato.
Lo hanno visto tutti, e tutti sono rimasti stupiti. Anche piacevolmente. “È tornato” è la frase secca che dice tutto. “Chissà se sta davvero lavorando per riprendersi la Costa Smeralda” è invece la domanda che si fanno.
Lui non dice nulla. Saluta, sorride, da un’occhiata in giro per capire se c’è qualcosa che non va, un’aiuola messa male, una strada da ripulire, ma non commenta.
Non è che l’Aga Khan avesse abbandonato la Costa Smeralda. È sempre venuto. Una, due, tre volte all’anno per controllare lo Yacht club. Ma erano visite brevi, con pochissime uscite pubbliche in piazzetta. Stavolta, no. Stavolta lui ci sta mettendo la faccia. È visibile. Più di cosa stia facendo, in quelle riunioni, conta che è riapparso. E non solo in Costa: ma in Sardegna. Domenica scorsa è andato a Samugheo, al museo dell’arte tessile sarda. Una visita per (ri)scoprire i tappeti della tradizione isolana, fatta insieme alla nuora, Kendra Spears, un ex modella oggi moglie del primogenito dell’Aga Khan, Rahim.
È proprio Rahim - 44 anni, cresciuto in Gallura, ottima conoscenza dell’italiano e, come la sorella Zhara, anche del gallurese, dicono - è l’altra novità dell’estate: è stato a Porto Cervo come mai prima, due mesi buoni, trascorsi a leggere più di un dossier, anche alberghieri. Un ruolo, il suo, ora in primo piano.
In quegli incontri giornalieri del padre si parla un po’ di tutto. Dello Yacht club nelle Isole Vergine Britanniche, nei Caraibi, e di quello di Porto Cervo. Ma anche del sistema Alisarda-Costa Smeralda. Non è più un segreto che in corso c’è una trattativa tra l’Aga Khan e il Qatar, con il primo pronto a cedere il 49% del gruppo aeronautico allo stato arabo. Non è più un mistero che i rapporti tra l’Aga Kha e gli Al Thani siano buoni, e forse anche più che buoni. Come finirà, questo negoziato, non si può dire: se accordo ci sarà, si saprà all’ultimo momento, con un annuncio pubblico (sotto la regìa del Governo Renzi).
Ci sarà un’intesa anche sulla Costa Smeralda, con il passaggio di una quota all’Aga Khan, in società con un industriale italiano? Si vedrà. Dipende da molti fattori. Compreso il rapporto tra il Qatar e la Regione, dopo l’incontro di giovedì prossimo a Olbia tra il gran capo del fondo qatariota e il governatore. Ma chi ha visto l’Aga Khan in questi giorni lo descrive “entusiasta e determinato” come negli anni Sessanta.
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