Olbia, nessun abbattimento per il piano antialluvione
Lo chiarisce l’amministrazione: rientra l’allarme espropri tra i 700 proprietari delle aree in cui dovranno sorgere le opere di mitigazione
OLBIA
Rientra l’allarme espropri. E rientra anche la spaccatura in maggioranza. La polemica del consiglio comunale ha avuto un’appendice ieri nell’ufficio del sindaco. All’ordine del giorno l’elenco di nomi e cognomi pubblicato sull’Albo pretorio. I circa 700 cittadini proprietari delle aree su cui dovranno sorgere le opere di mitigazione del rischio previste dal piano antialluvione. Una riunione fiume in cui è stato ribadito ciò che si era detto fin dal primo momento in cui si era cominciato a discutere del Piano Mancini: nessuna casa sarà abbattuta. Una certezza granitica che sembrava essere venuta meno dopo la pubblicazione dell’elenco.
Davanti al sindaco Gianni Giovannelli ieri c’erano tutti i protagonisti della vicenda: l’assessore all’Urbanistica, Carlo Careddu, il presidente della Commissione, Giorgio Spano, e il presidente del Consiglio comunale, Vanni Sanna. Tutti appartenenti a quella stessa maggioranza che poche ore prima aveva rischiato il crac in aula. Con loro anche il dirigente del settore Urbanistica, Tino Azzena, autore della pubblicazione, e il collega del settore Ambiente, Antonello Zanda.
«L’incontro è stato più che proficuo perché è servito a ribadire ciò che avevamo detto fin dall’inizio – spiega l’assessore Carlo Careddu –. Nessuna casa, nessun fabbricato saranno demoliti. La presenza nell’elenco non comporta necessariamente che quelle aree saranno espropriate. Stiamo parlando solo di un’eventualità. Quel che è certo è che non si toccheranno le abitazioni, al massimo qualche muro di cinta, ma solo se strettamente necessario. Mi spiace che qualcuno abbia temuto per la propria casa, anche perché la ratio delle opere di mitigazione è un’altra: salvare le abitazioni esistenti». Careddu, dunque, ribadisce quanto dichiarato in Consiglio. Sulla stessa lunghezza d'onda Giorgio Spano e Vanni Sanna, che, invece, lunedì in aula avevano chiesto il ritiro del documento. «C’è stato senza dubbio un difetto di comunicazione – afferma Spano, presidente della commissione Urbanistica –. Ho visto con i miei occhi gente disperata, persone che avevano perso la casa nell’alluvione e che avevano il terrore di perderla un’altra volta. Invece non accadrà nulla di tutto questo, nessuna casa né parte di essa verrà abbattuta. Ma proprio perché si tratta di un argomento così sentito sarebbe stato meglio agire con più sensibilità. Stiamo parlando di un progetto in cui io ho creduto tantissimo, un risultato storico per la città che ci ha permesso di ricevere un finanziamento di 250 miliardi delle vecchie lire. Vanificare un lavoro superbo per una leggerezza sarebbe stato assurdo». Soddisfatto anche Vanni Sanna, che parla di falso allarme. «C’è stato un chiarimento e ora sappiamo con certezza che non saranno toccate le case – dice il presidente del Consiglio comunale –. Era quello che ci premeva sapere. Su questo siamo stati sempre irremovibili». Dunque, in città, e anche in maggioranza, ritorna il sereno, ma vista la rilevanza, il sindaco ha convocato per oggi una conferenza stampa sul tema.
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