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Olbia

Tovaglia macchiata dalla bimba, il “Barracuda” si difende: le critiche sono ingenerose

di Walkiria Baldinelli
Il conto del Barracuda con l'aggiunta per la tovaglia macchiata
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Il conto del Barracuda con l'aggiunta per la tovaglia macchiata

Baja Sardinia, il ristoratore Giuseppe Di Natale spiega perché ha inserito 16 euro in più nel conto: «I genitori erano stati invitati a fermare la loro figlia»

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BAJA SARDINIA. L'amministratore del ristorante il “Barracuda” racconta la sua versione dei fatti, spiega perché ha deciso di far pagare alla coppia di turisti romani 15 euro e 90 centesimi, il costo della tovaglia e del tovagliolo imbrattati con i pennarelli dalla loro bambina di 20 mesi, tra una portata e l'altra del pranzo.

Un fatto che sta generando numerosi commenti sui social network: c’è chi dà ragione ai turisti e chi, invece, ai ristoratori di Baja Sardinia.

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«Non sono stati sporcati ma danneggiati – dichiara Giuseppe Di Natale -. Al cliente non è stato addebitato il costo della tintoria ma il valore presunto della tovaglia e del tovagliolo, che conserviamo. Sottolineo che il danneggiamento non è stato accidentale ma volontario».

L'amministratore del ristorante di Baja Sardinia spiega l'episodio, basandosi sui racconti del suo staff.

«Non ero presente, mi è stato riferito che la bimba avrebbe continuato a disegnare per tutta la durata del pranzo, nonostante alcuni camerieri avessero fatto presente ai genitori di fare attenzione e a non sporcare. Nella foto – spiega Di Natale - sono ben visibili i puntini e le linee disegnati direttamente sulla tovaglia e sul tovagliolo. L'inchiostro non è stato assorbito dalla stoffa in maniera accidentale dai fogli di carta che avevamo fornito assieme ai pennarelli».

Di Natale sottolinea che nel suo ristorante i clienti sono sempre tutelati. «Abbiamo sempre tutelato i nostri ospiti, dedicato loro tutte le nostre attenzioni, andando incontro alle loro esigenze. Di fronte a questa mancanza di rispetto non abbiamo potuto soprassedere, come suggerito dalla collega Gavina Braccu, presidente della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe). Se fossi stato presente avremmo potuto chiarire subito la situazione con i genitori, ai 15 euro avrei preferito delle semplici scuse e si sarebbe evitato tutto questo rumore per una futile questione - spiega ancora Di Natale. In conclusione, si è trattato di un danneggiamento volontario e del suo conseguente risarcimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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