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Olbia

Bilancio, dopo il sì in aula scoppia la polemica

Bilancio, dopo il sì in aula scoppia la polemica

Minoranza critica. Cocciu: «Approvazione in ritardo per il quarto anno di fila Risorse per gli alluvionati, il Comune non sarà in grado di risarcire tutti»

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OLBIA. Il bilancio è passato in aula senza problemi. L'unico brivido è arrivato dall'Udc, che, malgrado faccia parte della maggioranza, al sì ha preferito l'astensione. Per il resto è filato tutto liscio, anche perché l'opposizione ha rinunciato alla battaglia in aula e si è limitata a votare no. Un atteggiamento che la minoranza rivendica e addebita a un bilancio blindato su cui non era possibile intervenire. Un provvedimento economico di cui, però, pensa tutto il male possibile.

«Per il quarto anno di fila il bilancio di previsione è stato approvato in estremo ritardo, a anno finanziario inoltrato e quasi finito, a questo punto sarebbe opportuno chiamarlo bilancio consuntivo di fine anno - attacca il consigliere di Forza Italia, Angelo Cocciu -. Il voto dell'aula ha sancito, caso mai ce ne fosse stata la necessità, che l'amministrazione comunale in materia di finanza locale, continua a navigare a vista, lavorando a compartimenti stagni, senza programmazione delle risorse e senza nessuna opera di revisione della spesa». Cocciu ricorda come la minoranza abbia scelto di non presentare nessun emendamento. «Era chiuso al 95 per cento, senza alcun spazio di manovra contabile». Ma le critiche del centrodestra si estendono anche ai contenuti del bilancio. «Non è stato destinato un solo euro di risorse comunali, per ristorare cittadini e le imprese dai danni subiti dalla alluvione del 2013. Gli olbiesi sono stati traditi dall'intera amministrazione di centrosinistra. Le somme destinate ai cittadini nel bilancio 2014 (un milione di euro) sono state liquidate, tra i malumori dei beneficiari, solo nel mese di luglio 2015, mentre le risorse destinate alle imprese, sempre dal bilancio 2014 (200mila euro), sono state cancellate con un colpo di spugna e nulla più si è saputo sul destino di questi fondi. A questo punto è lecito chiedersi, chi ristorerà i cittadini che non hanno avuto la possibilità di partecipare al bando comunale e successivamente sono stati esclusi dal bando della Croce rossa per eccedenza di reddito? Inutile nascondersi dietro il "patto di stabilità", quando il Comune non è in grado di razionalizzare le risorse e gli sprechi». Cocciu, che è presidente della commissione speciale per l'alluvione, aveva anche una sua ricetta: l'amministrazione Giovannelli avrebbe potuto risparmiare 220mila euro col trasferimento dell'università in qualche locale del centro e altri 80mila dalle «locazioni inutili come ad esempio quella per gli uffici dei Servizi Sociali ospitati onerosamente in un immobile di un privato in zona industriale. Gli spazi di manovra per trovare risorse da destinare ai cittadini colpiti dall’alluvione c'erano, è mancata solo la volontà politica di farlo.A questo punto, abbiamo una certezza: il Comune non sarà in grado di risarcire chi è rimasto in dietro». (al.pi.)

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