I piccoli cantori viennesi torneranno in Gallura
OLBIA. Hanno regalato forti emozioni e sono stati capaci di sorprendere e incantare la platea che ha affollato la basilica di San Simplicio: il concerto dei Wiener Sangerknaben ha avuto un successo...
OLBIA. Hanno regalato forti emozioni e sono stati capaci di sorprendere e incantare la platea che ha affollato la basilica di San Simplicio: il concerto dei Wiener Sangerknaben ha avuto un successo incredibile e sono stati in molti a sollecitare il ritorno dei piccoli cantori di Vienna. E infatti, don Sandro Serreri, che ha organizzato l’evento, non nasconde il suo sogno. «Che è quello di ospitare ancora questo fantastico coro per farlo apprezzare da vicino in tanti centri della Gallura. L’esibizione del 26 agosto a San Simplicio, è stato un evento storico - sottolinea ancora il cancelliere della Curia -: stiamo parlando di un coro che viaggia in tutto il pianeta ma che in 500 anni di storia non era mai venuto in Sardegna. Grazie alla mia amicizia con il maestro Manolo Cagnin, sono riuscito a portarlo a Olbia. E’ stata una soddisfazione immensa anche perché, vorrei ribadirlo, questo è il coro di voci bianche più importante del mondo».
Ventisei i giovanissimi cantori tra i 10 e i 14 anni che sono saliti sul palco davanti agli spettatori estasiati. Rimasti a bocca aperta soprattutto durante il loro ingresso e nel grande finale. Quando i cantori hanno varcato il portone della basilica, hanno interpretato magistralmente il “Deus ti salvet Maria”, andando poi a chiudere il concerto con “No photo reposare». «Hanno presentato questi meravigliosi brani, senza leggere nulla, in un logudorese perfetto. Sono stati straordinari - aggiunge don Serreri - e hanno lasciato un profondo segno».
Ma don Serreri ha trascorso con i cantori di Vienna e il loro maestro italiano anche un po’ di tempo all’aria aperta. «Non potevo non far loro conoscere le bellezze del territorio. Ci siamo mossi dall’hotel Micalosu, che li ha ospitati, e poi ho accompagnato il coro alla Maddalena e negli angoli più belli della Gallura. Sono rimasti affascinati e ciascuno porterà un pezzo di Sardegna nei loro paesi. Del coro fanno parte non solo ragazzi austriaci, ma anche del Giappone, del Congo, della Nuova Zelanda. Ebbene, a tutti loro ho fornito materiale promozionale affinché, a partire dalle rispettive famiglie, possano pubblicizzare la nostra terra».
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