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Investì un ladro, assolto il benzinaio accusato di omicidio

di Giampiero Cocco
Investì un ladro, assolto il benzinaio accusato di omicidio

Lucio Filippeddu aveva travolto con l’auto uno studente sassarese di 22 anni che stava rubando nella stazione di servizio

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TEMPIO. Lucio Filippeddu, un imprenditore originario di Arzachena, è stato assolto ieri con formula ampia dall’accusa di omicidio preterintenzionale. L’uomo, un noto benzinaio di 60 anni, era accusato dalla procura della Repubblica dell’omicidio preterintenzionale di un ladro che, la notte del 29 ottobre 2009, stava svaligiando con un complice il gabbiotto del suo distributore “Fiamma 2000” sulla circonvallazione di Arzachena, investendolo con il suo Pick Up.

Per il gup Marco Contu, che ha accolto la tesi dei difensori, i penalisti Domenico Putzolu e Gian Marco Usai, non c’era la prova, tra gli atti processuali che l’uomo guidasse l’auto con l’intenzione di investire il ladruncolo, uno studente sassarese di 22 anni, Franco Muggiolu. Non sono bastate le tre perizie a disposizione del giudice – quelle dell’accusa, della difesa e della parte civile, tutte in contrasto tra loro – per chiarire la dinamica di quei tragici momenti in cui Lucio Filippeddu, a notte fonda, con i fari della sua auto illuminò una figura che scappava a gambe levate verso una stradina che costeggia il suo distributore.

Franco Muggiolu – dicono le ipotesi proposte al Magistrato – potrebbe essere caduto dopo una folle corsa spezzandosi l’osso del collo contro la barriera Jersey, tesi confutata da un’altra perizia che sostiene, anche questa senza però portare alcuna prova, che il ragazzo potrebbe essere stato urtato «non intenzionalmente», dalla fiancata dell’auto e quindi sarebbe caduto di spalle contro la barriera, restando ucciso sul colpo.

La conclusione del processo, a sei anni dai fatti, è stata di una assoluzione perché il fatto non sussiste che ha annullato la richiesta della pubblica accusa, rappresentata dcal Pm Ginevra Grilletti, di 4 anni e mezzo di reclusione, richiesta quale si era associata la parte civile, rappresentata dall’avvocato Pasqualino Federici, per conto dei familiari della vittima. I quali hanno accolto con grande dignità la sentenza. «Che non discutiamo – ha spiegato l’avvocato Federici – ma restiamo in attesa delle motivazioni per comprendere il senso di questa assoluzione». Anche la procura della Repubblica resta attende le motivazioni per poter, eventualmente, ricorrere in appello contro il provvedimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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